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Trattamento trucchi speciali

Trattamento trucchi speciali è la quarta Unità di Competenza del profilo professionale di Truccatore cinematografico e audiovisivo della Regione Lazio.

È l’area nella quale il lavoro del truccatore cinematografico entra nel campo della trasformazione del personaggio attraverso tecniche, materiali e applicazioni specifiche.

La quarta Unità di Competenza riguarda infatti la realizzazione di trucchi speciali su viso e corpo, attraverso la lavorazione e l’applicazione di posticci, calchi, protesi, calotte, maschere e altri accessori, oltre alle tecniche necessarie per modificare e alterare i tratti somatici del soggetto.

La Regione Lazio definisce per questa competenza specifiche capacità professionali, conoscenze, indicatori di valutazione e un risultato atteso.

Che cosa comprende il trattamento dei trucchi speciali

Il trattamento dei trucchi speciali comprende tutte quelle operazioni attraverso le quali il truccatore realizza una caratterizzazione che va oltre il normale intervento cosmetico.

Si tratta di costruire o applicare elementi che permettono di modificare l’aspetto del personaggio in funzione della storia, del genere narrativo e delle caratteristiche del soggetto.

La competenza comprende quindi sia la fase di costruzione degli elementi necessari alla trasformazione sia la loro applicazione sul viso e sul corpo.

Lo standard regionale fa riferimento, tra gli altri interventi, a barbe, baffi, pizzi, basette, sopracciglia, protesi, calotte, ferite, cicatrici, ustioni, graffi e nasi finti.

Le competenze professionali richieste

La quarta Unità di Competenza individua capacità operative precise. Non si tratta quindi semplicemente di conoscere i materiali degli effetti speciali, ma di saperli utilizzare per ottenere una trasformazione coerente con il personaggio.

Scultura e modellatura del calco

Il professionista deve essere in grado di adottare tecniche di scultura e modellatura del calco in relazione alla tipologia di trucco speciale da realizzare, come protesi, calotte e maschere.

La tecnica di modellazione deve quindi essere scelta in funzione del risultato che si vuole ottenere e dell’intervento previsto sul personaggio.

Applicazione di protesi, calotte, maschere e posticci

Il truccatore deve saper applicare protesi, calotte, maschere e altri accessori posticci, compresi elementi come barbe e baffi, tenendo conto delle caratteristiche del personaggio e del genere narrativo.

L’obiettivo è ottenere gli effetti di trasformazione necessari alla rappresentazione.

Realizzazione di calchi e accessori

Un’altra capacità riguarda l’identificazione delle tecniche di lavorazione e dei materiali necessari alla realizzazione di calchi, protesi, calotte e altri accessori posticci.

Questa fase richiede quindi di comprendere il rapporto tra tecnica, materiale e risultato finale, scegliendo la soluzione più adatta alla caratterizzazione da realizzare.

Trasformazione dei tratti somatici

Il professionista deve infine riconoscere le caratteristiche della trasformazione e dell’alterazione del viso e del corpo necessarie per individuare le tecniche più adeguate.

Rientrano in questo ambito, per esempio, interventi di invecchiamento e ringiovanimento, ma anche tutte quelle trasformazioni che modificano la percezione dei tratti del personaggio.

Le conoscenze necessarie per realizzare trucchi speciali

Per sviluppare queste capacità il profilo regionale prevede una serie di conoscenze tecniche che permettono al truccatore di lavorare in modo consapevole sui diversi materiali e sulle differenti tecniche di caratterizzazione.

Tra gli argomenti indicati dallo standard professionale rientrano:

Queste conoscenze costituiscono la base tecnica necessaria per affrontare le diverse tipologie di trasformazione previste dal profilo professionale.

Dal posticcio alla protesi: le tecniche di trasformazione

Nel trattamento dei trucchi speciali possono convivere tecniche molto differenti.

Il lavoro può partire dalla realizzazione e applicazione di un semplice posticcio, come una barba o un paio di baffi, e arrivare alla costruzione di elementi molto più complessi, come protesi e calotte destinate a modificare significativamente l’aspetto del soggetto.

La scelta della tecnica dipende sempre dal risultato richiesto dalla storia e dalle caratteristiche del personaggio.

È proprio questo rapporto tra tecnica di effetti speciali e necessità narrativa a distinguere il lavoro professionale del truccatore cinematografico da una semplice applicazione estetica.

Trucchi speciali, personaggio e narrazione

Un effetto speciale di trucco non viene realizzato fine a se stesso. Deve contribuire alla costruzione del personaggio e risultare credibile all’interno della storia.

Una cicatrice, un’ustione, un cambiamento dell’età, una protesi o un posticcio devono quindi essere coerenti con il contesto narrativo e con l’immagine che la produzione vuole rappresentare.

Lo standard regionale esprime questo principio anche nel risultato atteso: i trucchi speciali devono essere creati e applicati su viso e corpo in coerenza con le esigenze narrative.

Come viene valutata questa competenza

La Regione Lazio individua indicatori di valutazione specifici per verificare l’acquisizione della quarta Unità di Competenza.

Tra gli elementi valutati rientrano:

  • applicazione e messa in piega di posticci a tulle o a pelo, come barbe, baffi, pizzi, basette e sopracciglia;
  • creazione del calco e formatura del modello;
  • realizzazione e applicazione su viso e corpo di protesi, calotte e accessori posticci;
  • trasformazione e alterazione dei tratti somatici, compresi invecchiamento e ringiovanimento.

Il risultato atteso è la realizzazione di trucchi speciali creati e applicati su viso e corpo in coerenza con le esigenze narrative.

Il ruolo dei trucchi speciali nel percorso professionale

La quarta Unità di Competenza completa il percorso del Truccatore cinematografico e audiovisivo.

Il professionista parte dall’analisi e dalla rappresentazione del personaggio, passa attraverso la progettazione e la lavorazione del trucco e arriva, quando previsto dal progetto, alla realizzazione delle trasformazioni più specialistiche.

Le quattro Unità di Competenza possono quindi essere lette come un percorso progressivo:

  • Rappresentazione del trucco cine-audiovisivo: comprendere e interpretare il personaggio e il contesto;
  • Impostazione progetto di trucco cine-audiovisivo: trasformare l’analisi in un progetto;
  • Lavorazione trucco cine-audiovisivo: realizzare concretamente il trucco;
  • Trattamento trucchi speciali: costruire e applicare le trasformazioni specialistiche.

Da questo punto inizia una parte particolarmente ampia della rete di approfondimenti dedicata agli Special Make-Up Effects.

Gli approfondimenti sui trucchi speciali

La quarta Unità di Competenza sarà il punto di partenza per approfondire singolarmente le tecniche e le conoscenze che compongono questa area professionale.

Tra gli argomenti che potranno essere approfonditi attraverso articoli specifici ci sono, per esempio, calco e scultura, protesi in silicone, calotte, posticci, barbe e baffi, ferite, cicatrici, ustioni, graffi, nasi finti, invecchiamento, ringiovanimento, materiali per effetti speciali e tecniche di applicazione.

Ogni approfondimento potrà spiegare che cosa comprende la tecnica, quali materiali vengono utilizzati, quali competenze deve sviluppare il professionista e quale ruolo assume all’interno della produzione cinematografica e audiovisiva.

La struttura permette così di passare dalla competenza regionale generale ai singoli aspetti tecnici del mestiere.

Le quattro Unità di Competenza del profilo regionale

Con la quarta Unità di Competenza si completa la struttura dello standard professionale del Truccatore cinematografico e audiovisivo.

Puoi approfondire le altre competenze attraverso questi articoli:

Per tornare alla pagina generale che raccoglie il percorso:

Corso Make Up Riconosciuto dalla Regione Lazio: programma e Unità di Competenza →

Antonio Ciaramella

Sono Antonio Ciaramella, un appassionato del mondo della bellezza e dell’arte fin dalla mia infanzia. Ho coltivato sin da piccolo una profonda connessione con l’estetica e l’espressione artistica. Sono autore di Make up 100 anni allo Specchio, Make up il Codice teatrale, Il Rossetto, la storia, il simbolo, il cosmetico. i miei blog antoniociaramella.it e timelessbeauty.it

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