Conoscere anatomia e dermatologia è fondamentale per un make-up artist professionista, perché il trucco viene realizzato direttamente sulla pelle e sul volto della persona.
Nel profilo professionale del Truccatore cinematografico e audiovisivo della Regione Lazio, gli elementi di anatomia e dermatologia rientrano tra le conoscenze previste per l’Impostazione del progetto di trucco cine-audiovisivo.
Non si tratta però di trasformare il make-up artist in un professionista sanitario. Si tratta di conoscere ciò che è necessario per lavorare correttamente sul volto e sulla pelle, comprendendo le caratteristiche del soggetto, scegliendo tecniche e prodotti adeguati e riconoscendo i limiti oltre i quali non è più possibile intervenire.
Perché anatomia e dermatologia sono importanti nel make-up
Il make-up artist lavora sulla persona e deve quindi conoscere la superficie sulla quale interviene.
La conoscenza della pelle permette di comprenderne caratteristiche, sensibilità e differenti condizioni, mentre la conoscenza dell’anatomia aiuta a leggere la struttura del volto, i suoi volumi e le sue proporzioni.
Queste competenze sono importanti nella realizzazione del beauty, nella caratterizzazione del personaggio, nella fotografia e nell’audiovisivo, ma diventano ancora più evidenti quando il lavoro richiede trasformazioni, scultura o effetti speciali.
Conoscere anatomia e dermatologia significa sapere non soltanto che cosa fare, ma soprattutto che cosa non fare.
Anatomia del viso: il linguaggio del make-up artist
Per un make-up artist l’anatomia del volto è anche un vero e proprio linguaggio professionale.
Conoscere la morfologia del viso significa saper individuare e nominare correttamente le diverse zone sulle quali si lavora e comprendere come sono organizzati i volumi del volto.
Il professionista deve quindi saper distinguere, per esempio, la mandibola dalla mascella, riconoscere i diversi terzi del volto e individuare strutture come la palpebra superiore e inferiore, la rima ciliare, la glabella e il solco del filtro e riconoscere le volumetrie del volto e il rapporto con le parti che lo compongono
Non sono soltanto termini da imparare a memoria. Sono riferimenti che permettono di descrivere con precisione un volto, progettare un intervento e comunicare correttamente con gli altri professionisti.
Anatomia, morfologia e progettazione del make-up
La struttura del volto condiziona inevitabilmente il modo nel quale il make-up viene progettato.
Volumi, proporzioni, sporgenze e depressioni possono essere valorizzati, equilibrati o modificati attraverso il trucco. La conoscenza anatomica permette quindi di comprendere meglio dove intervenire e quale risultato visivo sia possibile ottenere.
Questa competenza è particolarmente importante anche nel character design, perché la progettazione di un personaggio parte dall’osservazione del volto e dalla possibilità di modificarne visivamente alcune caratteristiche.
La stessa conoscenza torna utile nella scultura, nella realizzazione di calchi e nella progettazione di protesi ed effetti speciali, dove comprendere i volumi anatomici diventa essenziale per costruire una trasformazione credibile.
In questo senso anatomia e make-up non sono materie separate: la conoscenza del volto diventa uno strumento di progettazione.
La pelle come superficie di lavoro
La dermatologia introduce un altro livello di conoscenza: quello della pelle sulla quale il make-up viene applicato.
Il make-up artist deve saper riconoscere le principali caratteristiche della cute e distinguere, per esempio, una pelle secca, grassa, mista o matura, comprendendone le diverse esigenze.
La condizione della pelle può infatti influenzare la scelta dei prodotti, la preparazione della cute e le modalità di applicazione.
La conoscenza della pelle si collega quindi direttamente alla cosmetologia per make-up artist e allo studio dei prodotti cosmetici, che permettono di approfondire le caratteristiche dei prodotti e il loro utilizzo professionale.
Conoscere la pelle significa anche conoscere i suoi limiti
Una corretta preparazione dermatologica non serve soltanto a capire quale prodotto utilizzare.
Serve anche a riconoscere quando una situazione richiede cautela.
Il make-up artist deve conoscere le caratteristiche e le sensibilità della pelle, ma non deve trasformare questa conoscenza in una diagnosi o in un’attività sanitaria.
Una condizione cutanea che presenta caratteristiche particolari, una possibile infezione, una sensibilizzazione o una situazione che esula dall’ambito cosmetico devono essere riconosciute come situazioni nelle quali è necessario fermarsi e non improvvisare.
Il professionista deve sapere quando può intervenire e quando, invece, è necessario lasciare spazio alle competenze di una figura sanitaria qualificata.
Igiene, contaminazione e sicurezza
La conoscenza della pelle è strettamente collegata anche all’igiene del make-up.
Il make-up artist lavora a contatto con la persona e utilizza prodotti, pennelli, strumenti e materiali che possono entrare in contatto con la pelle e, in alcuni casi, con zone particolarmente sensibili del volto.
Comprendere i principi di contaminazione e le modalità attraverso le quali possono essere trasmessi microrganismi è quindi parte della responsabilità professionale.
La corretta gestione della postazione, degli strumenti e dei prodotti non riguarda soltanto la qualità del risultato finale, ma anche la salvaguardia del soggetto sul quale si lavora.
Per questo l’igiene non deve essere considerata un elemento accessorio del mestiere, ma una componente della professionalità del make-up artist.
Anatomia e dermatologia negli effetti speciali
La conoscenza dell’anatomia diventa particolarmente importante anche nel lavoro di Special Make-up Effects.
Per simulare una ferita, modificare un volume o progettare una protesi è necessario comprendere la struttura anatomica sulla quale si interviene e conoscere la relazione tra superfici, volumi e movimenti e sostanze potenzialmente pericolose.
Il make-up artist può utilizzare questa conoscenza anche nella rappresentazione pittorica e nella scultura, traducendo l’osservazione del corpo in una costruzione visiva.
La conoscenza anatomica non serve quindi soltanto al beauty: può diventare uno strumento fondamentale per la caratterizzazione e la trasformazione del personaggio.
Questo argomento si collega naturalmente allo studio dei materiali e delle tecniche di trucco e alle tecniche e ai materiali per gli effetti speciali.
La scelta del prodotto parte dalla conoscenza della pelle
Una pelle secca non presenta le stesse esigenze di una pelle grassa e una pelle matura non può essere trattata necessariamente come una pelle giovane.
Per questo la scelta del prodotto non dovrebbe mai essere completamente separata dall’osservazione della cute.
Il make-up artist deve imparare a collegare le caratteristiche del soggetto alle caratteristiche dei prodotti che intende utilizzare.
È il passaggio che porta dalla semplice conoscenza del cosmetico alla progettazione consapevole del make-up.
Anatomia e dermatologia nella formazione professionale
Studiare anatomia e dermatologia significa quindi costruire una competenza che attraversa diversi aspetti del lavoro del make-up artist.
Da una parte c’è la conoscenza del volto, delle sue strutture e dei suoi volumi, utile per il disegno, la progettazione, il character design e la scultura.
Dall’altra c’è la conoscenza della pelle, delle sue caratteristiche e delle sue sensibilità, indispensabile per scegliere correttamente tecniche e prodotti e per lavorare nel rispetto della persona.
In entrambi i casi il principio è lo stesso: conoscere prima di intervenire.
Un make-up artist professionista deve infatti sapere progettare il proprio intervento, ma anche riconoscere i limiti della propria competenza.
È proprio questa consapevolezza che trasforma la conoscenza di anatomia e dermatologia da semplice materia teorica in uno strumento concreto di professionalità.
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