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Lavorazione del trucco cine-audiovisivo: dal progetto al set

La lavorazione del trucco cine-audiovisivo è la fase nella quale il progetto elaborato dal make-up artist diventa un intervento concreto sul soggetto e deve mantenersi coerente durante tutte le fasi della produzione.

Nel cinema, nella televisione e nelle altre produzioni audiovisive, il trucco non consiste infatti soltanto nell’applicare dei prodotti. Il professionista deve preparare il soggetto, organizzare la propria postazione, applicare il trucco secondo il progetto, verificarne la resa, effettuare eventuali modifiche e ritocchi e mantenere la continuità dell’immagine durante le riprese.

La Regione Lazio identifica la Lavorazione trucco cine-audiovisivo come una specifica unità di competenza del profilo professionale del Truccatore cinematografico e audiovisivo. Tra le capacità previste rientrano l’adozione delle differenti tecniche di trucco nel rispetto dell’igiene e delle diverse fasi di lavorazione, l’applicazione dei prodotti in funzione del personaggio e l’individuazione delle attrezzature necessarie.

La lavorazione rappresenta quindi il passaggio tra progetto e realizzazione.

Che cosa significa lavorare il trucco cine-audiovisivo

La lavorazione del trucco cine-audiovisivo comprende tutte quelle operazioni attraverso le quali il make-up progettato viene realizzato, mantenuto e adattato alle esigenze della produzione.

Il truccatore deve essere in grado di tradurre le indicazioni ricevute in un risultato concreto, rispettando le caratteristiche del personaggio, dell’interprete, della scena e del progetto visivo.

Non si tratta quindi semplicemente di sapere truccare.

Bisogna sapere quando intervenire, come intervenire, quali materiali utilizzare, quanto tempo impiegare e come mantenere il risultato durante la lavorazione.

È proprio questa capacità di adattare la tecnica alle condizioni reali del set che distingue l’esecuzione professionale dalla semplice applicazione del make-up.

Dalla progettazione alla lavorazione del trucco cine-audiovisivo sul set

La lavorazione nasce prima ancora che il soggetto si sieda davanti allo specchio.

Il make-up artist arriva alla fase esecutiva dopo avere analizzato il progetto, il personaggio, le caratteristiche del soggetto, le esigenze della produzione e il risultato visivo richiesto.

La impostazione del progetto di trucco cine-audiovisivo definisce infatti le scelte che dovranno poi essere tradotte nella pratica.

Durante la lavorazione queste indicazioni diventano:

  • preparazione del soggetto;
  • organizzazione della postazione;
  • selezione e preparazione dei prodotti;
  • applicazione del trucco;
  • verifica del risultato;
  • eventuali correzioni;
  • ritocchi;
  • mantenimento della continuità;
  • eventuale modifica del trucco;
  • strucco al termine della lavorazione.

La competenza professionale consiste nel mantenere il collegamento tra ciò che è stato progettato e ciò che viene effettivamente realizzato.

Preparare il soggetto e la postazione per la lavorazione del trucco cine-audiovisivo

Prima dell’applicazione è necessario predisporre correttamente sia il soggetto sia la postazione di lavoro.

Il make-up artist deve avere a disposizione gli strumenti, i prodotti e i materiali necessari per la lavorazione prevista.

La postazione deve essere organizzata in modo funzionale, consentendo di lavorare con ordine e di avere rapidamente accesso a ciò che serve.

La preparazione comprende anche l’osservazione del soggetto.

La pelle, la conformazione del volto, i lineamenti, la presenza di eventuali caratteristiche particolari e le condizioni nelle quali si trova il soggetto possono influenzare la lavorazione.

Per questo la fase operativa si collega direttamente a quanto affrontato nell’articolo dedicato a anatomia e dermatologia per make-up artist.

L’igiene durante la lavorazione

L’igiene non è una fase separata dal lavoro: accompagna tutta la lavorazione del trucco cine-audiovisivo.

Pennelli, spugne, applicatori, prodotti e superfici di lavoro devono essere gestiti secondo procedure adeguate, soprattutto quando il make-up artist lavora su soggetti differenti.

La Regione Lazio inserisce espressamente il rispetto delle norme di igiene ambientale e personale tra le capacità richieste nella lavorazione del trucco in tutte le sue specializzazioni.

Questo significa che l’igiene non deve essere considerata un elemento accessorio della professionalità, ma una parte integrante della lavorazione.

L’applicazione del trucco nella lavorazione cine-audiovisiva

L’applicazione deve rispettare il progetto e contemporaneamente adattarsi alle caratteristiche reali del soggetto.

Il trucco può essere utilizzato per valorizzare i lineamenti, modificare la percezione dei volumi, accentuare o attenuare determinate caratteristiche e costruire l’aspetto del personaggio.

La Regione Lazio indica espressamente la capacità di applicare i prodotti in modo da evidenziare le caratteristiche del personaggio, valorizzare lineamenti e tratti somatici, ridurre difetti di illuminazione e nascondere o accentuare imperfezioni.

Questo chiarisce un aspetto fondamentale: nel cinema il make-up non viene applicato esclusivamente per rendere il soggetto “più bello”.

Deve essere funzionale all’immagine e alla narrazione, così come in tutte le altre discipline.

Una caratteristica può essere valorizzata perché è importante per il personaggio; un’altra può essere attenuata perché interferisce con il risultato visivo.

La lavorazione cambia in funzione del tipo di trucco

Non esiste una modalità unica di lavorazione.

Un beauty naturale, un trucco d’epoca, una caratterizzazione, un invecchiamento o un trucco con protesi richiedono tempi, materiali e procedure differenti.

Per questo la lavorazione del trucco cine-audiovisivo deve partire dalla tipologia di intervento prevista.

Le competenze relative alle diverse tipologie di trucco sono già state approfondite nell’articolo dedicato alle tipologie di trucco per make-up artist.

Quando invece la lavorazione comprende protesi, posticci o materiali tecnici, entrano in gioco le competenze relative ai trucchi speciali ed effetti speciali e alle tecniche e materiali per gli effetti speciali.

Il principio rimane comunque lo stesso: la tecnica deve essere adeguata al risultato richiesto.

Prove preventive e verifica del risultato

Prima della lavorazione definitiva possono essere necessarie prove preventive.

La prova permette di verificare se il progetto funziona realmente sul soggetto e nelle condizioni nelle quali verrà utilizzato.

Può essere necessario controllare:

  • colori;
  • texture;
  • proporzioni;
  • intensità del trucco;
  • resa dei materiali;
  • integrazione delle protesi;
  • rapporto con costume e acconciatura;
  • comportamento sotto la luce;
  • resa davanti alla macchina da presa.

La prova trucco è quindi uno strumento di verifica e non una semplice anticipazione del trucco definitivo.

Anche nella formazione professionale cinematografica la prova trucco viene considerata una fase specifica della preparazione del personaggio e della lavorazione.

Il trucco durante le riprese

Una volta iniziata la lavorazione, il trucco deve continuare a funzionare nelle condizioni reali del set.

La luce può modificare la percezione dei colori e dei volumi, mentre inquadratura, obiettivo e distanza possono rendere evidenti dettagli che dal vivo sembrano meno importanti.

Per questo la lavorazione deve essere collegata alle conoscenze sulle tecniche di ripresa e make-up.

Il make-up artist non deve necessariamente occuparsi della fotografia, ma deve comprenderne gli effetti sul proprio lavoro.

La domanda non è soltanto:

“Il trucco è bello?”

ma anche:

“Il trucco funziona nell’immagine che verrà registrata?”

Ritocchi e mantenimento del trucco cine-audiovisivo

Durante una giornata di riprese il trucco può cambiare.

Il soggetto può sudare, muoversi, essere sottoposto a più cambi di costume, entrare e uscire da differenti condizioni di illuminazione oppure effettuare diverse scene.

Il make-up artist deve quindi essere pronto a intervenire.

La Regione Lazio inserisce espressamente i ritocchi durante le pause di lavorazione tra le fasi della lavorazione del trucco cine-audiovisivo.

Il ritocco non significa necessariamente rifare il trucco.

Spesso significa ripristinare esattamente ciò che era stato progettato e già realizzato.

Questo rende evidente il rapporto tra ritocco e continuità.

Cambi di trucco e cambi di scena

Una produzione può richiedere che lo stesso interprete appaia con aspetti differenti all’interno della stessa giornata di lavorazione.

Il make-up artist deve quindi essere in grado di modificare il trucco secondo le esigenze del piano di lavorazione.

Il cambiamento può riguardare l’intensità del make-up, l’età apparente, lo stato del personaggio, lo sporco, il sudore, le ferite, le protesi o altri elementi della caratterizzazione.

La difficoltà aumenta quando le scene non vengono girate nell’ordine cronologico della storia.

In quel caso il professionista deve poter ricostruire correttamente l’aspetto previsto per ciascuna scena.

Continuità e raccordo nella lavorazione del trucco cine-audiovisivo

La continuità del trucco è uno degli aspetti più delicati della lavorazione cine-audiovisiva.

Una scena può essere girata in più giornate, attraverso diverse inquadrature e con un ordine di lavorazione differente rispetto alla successione narrativa.

Il personaggio deve però apparire coerente quando quelle immagini vengono montate insieme.

Il raccordo può riguardare il make-up, ma anche capelli, sporco, sudore, ferite, sangue scenico, protesi, tatuaggi temporanei o qualsiasi altro elemento visibile.

Nel nostro articolo dedicato al linguaggio cinematografico per make-up artist abbiamo già affrontato proprio il rapporto tra continuità, raccordo e costruzione dell’immagine cinematografica.

La continuità non è quindi soltanto una questione estetica: è una condizione necessaria affinché il montaggio risulti credibile.

Questo sarà uno dei prossimi approfondimenti autonomi della UC3: “Continuità e raccordo del trucco nel cinema”.

Tempi e organizzazione della lavorazione

Il make-up artist lavora all’interno di una produzione nella quale il tempo è una risorsa organizzativa.

La durata della preparazione deve essere compatibile con il piano di lavorazione e con le esigenze degli altri reparti.

Un trucco particolarmente complesso può richiedere tempi di preparazione molto diversi rispetto a un beauty semplice.

Allo stesso modo, un’applicazione prostetica può richiedere una preparazione anticipata e una gestione specifica del tempo di set.

Per questo il professionista deve conoscere non soltanto come realizzare un trucco, ma anche quanto tempo richiede e quali risorse sono necessarie.

Il rapporto con gli altri reparti

Il make-up non lavora isolatamente.

L’immagine del personaggio nasce dalla collaborazione tra diversi reparti: regia, fotografia, costumi, acconciatura, scenografia e produzione.

Il trucco deve quindi essere coerente con il costume, con l’acconciatura e con l’impostazione visiva generale.

Questo è particolarmente evidente quando un cambiamento richiesto da un reparto produce conseguenze sul lavoro degli altri.

La professionalità consiste anche nel comunicare correttamente e lavorare all’interno della squadra.

Quando il trucco incontra i trucchi speciali

La lavorazione ordinaria può trasformarsi in una lavorazione più complessa quando il progetto prevede protesi, posticci o effetti speciali.

In questi casi il make-up artist deve applicare competenze specifiche relative ai materiali, alla preparazione e all’integrazione dell’effetto con il soggetto.

Non significa che ogni truccatore debba necessariamente essere uno specialista SFX.

Significa che il professionista deve sapere riconoscere quando la lavorazione rientra nelle proprie competenze e quando richiede una specializzazione maggiore.

Per questo la UC3 si collega naturalmente alla UC4 dedicata al trattamento dei trucchi speciali e agli articoli già sviluppati sulle lavorazioni SFX.

Lo strucco conclude la lavorazione

La giornata di lavoro non termina con l’ultima applicazione.

Al termine della lavorazione può essere necessario procedere allo strucco, rimuovendo prodotti, materiali ed eventuali elementi prostetici secondo procedure adeguate.

La Regione Lazio include espressamente lo strucco semplice e/o con prostetici tra le fasi della lavorazione del trucco cine-audiovisivo.

Lo strucco deve essere considerato parte integrante della professionalità del make-up artist.

Non significa semplicemente “togliere il trucco”, ma concludere correttamente una lavorazione prestando attenzione al soggetto, ai materiali utilizzati e alla condizione della pelle.

La lavorazione del trucco e la sicurezza

Ogni fase deve essere affrontata conoscendo caratteristiche e limiti dei prodotti, dei materiali e degli strumenti utilizzati.

La conoscenza di anatomia e dermatologia, già affrontata nel relativo articolo, permette al make-up artist di comprendere meglio le caratteristiche della pelle e di riconoscere situazioni nelle quali non è opportuno procedere autonomamente.

Allo stesso modo, la conoscenza dei prodotti cosmetici professionali permette di utilizzarli in maniera consapevole, mentre la conoscenza dei materiali tecnici è fondamentale quando la lavorazione comprende effetti speciali.

La professionalità non consiste quindi soltanto nel sapere che cosa fare, ma anche nel sapere che cosa non fare.

Dalla conoscenza alla competenza professionale

La lavorazione del trucco cine-audiovisivo dimostra perché il mestiere del make-up artist non può essere ridotto alla capacità di applicare prodotti sul volto.

Per lavorare professionalmente è necessario saper interpretare un progetto, preparare il soggetto e la postazione, scegliere strumenti e materiali, applicare il trucco, verificarne la resa, effettuare ritocchi, mantenere la continuità, collaborare con gli altri reparti e concludere correttamente la lavorazione.

Sono competenze differenti, ma strettamente collegate.

Il progetto stabilisce che cosa deve essere realizzato.

La lavorazione permette di trasformare quel progetto in un risultato concreto.

La continuità permette di fare in modo che quel risultato rimanga coerente durante la produzione.

La lavorazione del trucco come competenza del truccatore professionista

La lavorazione del trucco cine-audiovisivo è quindi il momento nel quale tutte le conoscenze acquisite dal professionista devono tradursi in capacità operative.

La Regione Lazio inserisce questa competenza all’interno del profilo professionale del Truccatore cinematografico e audiovisivo, insieme alle conoscenze e alle capacità necessarie per progettare e realizzare la caratterizzazione del personaggio.

Non basta conoscere il trucco.

Non basta conoscere i prodotti.

Non basta saper realizzare una caratterizzazione.

Il professionista deve essere in grado di lavorare il trucco all’interno di una produzione, rispettando progetto, soggetto, tempi, igiene, continuità e necessità dell’immagine.

È proprio questo passaggio che trasforma la conoscenza tecnica in competenza professionale.

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Fonte normativa: Regione Lazio – Profilo professionale del Truccatore cinematografico e audiovisivo

 

Antonio Ciaramella

Sono Antonio Ciaramella, un appassionato del mondo della bellezza e dell’arte fin dalla mia infanzia. Ho coltivato sin da piccolo una profonda connessione con l’estetica e l’espressione artistica. Sono autore di Make up 100 anni allo Specchio, Make up il Codice teatrale, Il Rossetto, la storia, il simbolo, il cosmetico. i miei blog antoniociaramella.it e timelessbeauty.it

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