Il linguaggio cinematografico è una conoscenza importante per un make-up artist che lavora nel cinema e nell’audiovisivo, perché il trucco non viene semplicemente applicato sul volto: entra a far parte dell’immagine e contribuisce alla costruzione del personaggio.
Nel profilo professionale del Truccatore cinematografico e audiovisivo della Regione Lazio, gli elementi di linguaggio cinematografico rientrano tra le conoscenze previste per la Rappresentazione del trucco cine-audiovisivo.
Conoscere questo linguaggio significa imparare a comprendere come un’immagine viene costruita, che cosa comunica e quale funzione può avere il make-up all’interno di quella costruzione.
Perché il linguaggio cinematografico è importante per il make-up artist
Il make-up artist non lavora su un volto isolato. Lavora sulla costruzione visiva di un personaggio che verrà inserito in una storia, in un ambiente e in una sequenza di immagini.
Per questo deve conoscere almeno gli elementi fondamentali attraverso i quali il cinema costruisce e presenta un personaggio allo spettatore.
Un volto mostrato in un primo piano, per esempio, viene percepito in modo molto diverso rispetto a un personaggio osservato in campo lungo. Il livello di attenzione sul volto cambia e con esso cambiano anche le esigenze del make-up.
Il make-up artist deve quindi comprendere non soltanto come realizzare un trucco, ma come quel trucco funzionerà all’interno dell’immagine.
Le inquadrature e la percezione del personaggio
Tra gli elementi fondamentali del linguaggio cinematografico rientrano le diverse tipologie di inquadratura.
Primo piano, primissimo piano, dettaglio, mezzo busto, figura intera, campo lungo e campo largo permettono di mostrare il personaggio da distanze e punti di vista differenti. Anche una ripresa dall’alto o dal basso può modificare la percezione del soggetto.
Per il make-up artist conoscere queste possibilità significa sapere che non tutti gli elementi della caratterizzazione avranno la stessa importanza in ogni inquadratura.
Un dettaglio del volto può rendere evidente una texture, una sfumatura o una caratteristica della pelle. Una figura intera, invece, mette maggiormente in relazione il make-up con costume, acconciatura, silhouette e ambiente.
La conoscenza delle inquadrature si integra quindi con quella delle tecniche di ripresa e make-up, dove vengono affrontati gli aspetti legati alla luce, alle ottiche e alle condizioni tecniche della ripresa.
Il linguaggio cinematografico nella costruzione del personaggio
Il linguaggio cinematografico entra anche nella costruzione del character design.
Un personaggio deve essere riconoscibile e deve comunicare qualcosa allo spettatore. Il suo aspetto può contribuire a raccontarne l’identità, il carattere, il ruolo, l’epoca, la condizione sociale o altri elementi importanti per la narrazione.
Il make-up può quindi diventare uno degli strumenti attraverso i quali il personaggio viene definito.
Forma delle sopracciglia, intensità dei colori, texture della pelle, volumi, capelli, costume e altri elementi dell’immagine possono concorrere alla costruzione di un’identità visiva coerente.
Questa progettazione si collega anche al character design e allo studio della semantica dell’immagine: una scelta estetica può infatti assumere un significato preciso all’interno della narrazione.
Il make-up cinematografico non è sempre realistico
Uno degli errori più comuni è pensare che il make-up di un personaggio cinematografico debba necessariamente corrispondere a ciò che quella persona farebbe nella vita reale.
Il cinema, invece, utilizza codici visivi. Un elemento del make-up può essere volutamente accentuato perché deve comunicare qualcosa allo spettatore.
Immaginiamo, per esempio, un personaggio femminile forte, duro e particolarmente intenso. La scelta di uno smoky eyes molto marcato può contribuire a rendere immediatamente leggibile questa caratteristica del personaggio.
Non significa necessariamente che quel personaggio si trucchi ogni mattina in quel modo nella sua vita quotidiana. Lo smoky eyes può avere una funzione narrativa: può diventare un segno visivo della sua forza, della sua durezza o della sua intensità.
La domanda del make-up artist non dovrebbe quindi essere soltanto: “Questo trucco è realistico?”, ma anche: “Che cosa comunica questo trucco quando il personaggio appare sullo schermo?”
Il significato delle scelte estetiche
Questo principio riguarda molti elementi della costruzione del personaggio.
Un colore, una forma, una texture, un’acconciatura o una particolare caratterizzazione possono contribuire alla percezione che lo spettatore ha di un personaggio.
Il make-up artist deve quindi imparare a leggere le scelte estetiche anche dal punto di vista del loro significato.
È qui che la tecnica incontra la progettazione: conoscere i prodotti e saperli utilizzare è indispensabile, ma altrettanto importante è comprendere perché una determinata soluzione viene scelta.
Il raccordo e la continuità del make-up
Un altro aspetto del linguaggio cinematografico riguarda la continuità tra le diverse riprese.
Una scena può essere girata in momenti differenti, attraverso più inquadrature e anche in ordine diverso rispetto alla successione narrativa. Il personaggio deve però apparire coerente quando le immagini vengono montate insieme.
Il make-up artist deve quindi saper mantenere il raccordo del trucco, dei capelli e della caratterizzazione.
La continuità può riguardare la posizione e l’intensità del make-up, una ferita, un effetto di sporco, il sudore, il sangue scenico, una protesi o qualsiasi altro elemento che faccia parte dell’aspetto del personaggio.
Il trucco deve quindi essere progettato anche pensando alla possibilità di ricostruire lo stesso risultato tra una ripresa e l’altra.
Il rapporto tra make-up, costume e fotografia
Il personaggio cinematografico non viene costruito da un solo reparto.
Make-up, acconciatura, costume, fotografia, scenografia e regia concorrono alla costruzione dell’immagine complessiva.
Il make-up artist deve quindi imparare a osservare il proprio lavoro all’interno di questo sistema. Un colore scelto per il volto deve dialogare con il costume; una caratterizzazione deve funzionare con l’acconciatura; una determinata soluzione deve essere coerente con la fotografia e con l’atmosfera della scena.
Il linguaggio cinematografico diventa così anche uno strumento per dialogare con gli altri professionisti della produzione.
Dal linguaggio cinematografico alla ricerca visiva
Conoscere il linguaggio cinematografico significa anche sviluppare la capacità di utilizzare il cinema come archivio di riferimenti.
Un make-up artist può trovarsi davanti alla richiesta di ricreare l’estetica di un determinato periodo, di riprendere il linguaggio visivo di un film o di costruire un personaggio che richiami un preciso immaginario.
Per affrontare questo tipo di lavoro deve sapere dove cercare: film, fotografie, opere d’arte, costume, icone di bellezza e altri riferimenti visivi possono diventare strumenti per la progettazione.
La ricerca diventa quindi parte integrante del lavoro creativo.
Il linguaggio cinematografico nella formazione del make-up artist
Studiare il linguaggio cinematografico significa imparare a leggere l’immagine e a comprendere il ruolo che il make-up svolge all’interno della narrazione.
Le inquadrature, il punto di vista, la continuità, il character design e la costruzione dei significati visivi permettono al make-up artist di superare una concezione puramente decorativa del trucco.
Questa conoscenza si integra con gli altri argomenti della prima Unità di Competenza, in particolare con la storia del cinema e del teatro, la storia dell’arte e del costume, i generi cinematografici e le tecniche di ripresa e make-up.
Il risultato è una visione più completa del lavoro: il make-up artist non realizza soltanto un trucco, ma contribuisce alla costruzione di un’immagine che deve funzionare, comunicare e mantenere coerenza all’interno dell’audiovisivo.
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