Le tipologie di trucco che un make-up artist può realizzare sono numerose e rispondono a esigenze molto diverse. Non esiste infatti un unico modo di intendere il make-up: cambiano il contesto, il soggetto, il linguaggio visivo, la destinazione dell’immagine e il risultato che si vuole ottenere.
Nel profilo professionale del Truccatore cinematografico e audiovisivo della Regione Lazio, le principali tendenze stilistiche e tipologie di trucco rientrano tra le conoscenze previste per la Rappresentazione del trucco cine-audiovisivo.
Studiare le tipologie di trucco significa quindi imparare a riconoscere le diverse possibilità del make-up e, soprattutto, capire quale soluzione sia più adatta a uno specifico progetto.
Perché conoscere le tipologie di trucco
Un make-up artist professionista non parte semplicemente dalla tecnica che vuole utilizzare. Parte dall’esigenza.
Chi deve essere truccato? Dove verrà utilizzato il make-up? Come verrà osservato o ripreso? Quale immagine deve comunicare? Qual è il risultato richiesto dalla produzione, dal fotografo, dal cliente o dal progetto creativo?
Le risposte a queste domande aiutano a individuare la tipologia di trucco più adatta.
Per questo le diverse categorie non devono essere considerate come compartimenti rigidi. In molti progetti possono sovrapporsi e dialogare tra loro.
Le principali tipologie di trucco
In una prima suddivisione possiamo individuare alcune grandi aree: beauty, make-up cinematografico, televisivo, make-up teatrale, fantasy e creative make-up, effetti speciali.
Queste macro-aree rappresentano però soltanto un punto di partenza. All’interno di ciascuna esistono numerose possibilità, determinate dalla destinazione del lavoro e dal linguaggio che si vuole utilizzare.
Beauty: il trucco come valorizzazione dell’immagine
Quando parliamo di beauty make-up parliamo innanzitutto di un intervento nel quale l’obiettivo è l’abbellimento e la valorizzazione dell’immagine.
Questo non significa necessariamente realizzare un trucco naturale o poco evidente. Anche un personaggio fantastico può essere trattato attraverso un approccio beauty, se il progetto richiede di costruire un’immagine esteticamente attraente e valorizzata.
Un extraterrestre, per esempio, può avere un beauty make-up: il fatto che il soggetto non appartenga alla realtà quotidiana non impedisce di costruirne un’immagine basata su forme, colori e caratteristiche di abbellimento.
All’interno del beauty possiamo inoltre distinguere esigenze differenti: beauty cinematografico, teatrale, fotografico, fashion, wedding, televisivo, beauty da giorno, beauty da sera, beauty pubblicitario e molte altre applicazioni.
Può cambiare anche il soggetto al quale il trucco è destinato, considerando fototipo, caratteristiche individuali, tipologia etnica e finalità della comunicazione.
Beauty, moda, fotografia e TV
Il beauty può incontrare direttamente la moda la fotografia e le espressioni televisive.
In un editoriale fashion, per esempio, il make-up può essere progettato per valorizzare il volto ma anche per dialogare con abiti, materiali, acconciatura, fotografia e concept creativo.
Una campagna cosmetica può richiedere un’immagine molto precisa del prodotto e della pelle, mentre un progetto wedding avrà esigenze completamente diverse, legate alla persona, alla durata del trucco, alla fotografia e al contesto dell’evento.
Il beauty televisivo anche deve tener conto della vicinanza delle riprese, delle forti luci in studio e del setup in regia con la scelta di contrasti aumentati.
La tipologia di trucco nasce quindi sempre dal progetto al quale deve rispondere.
Make-up cinematografico e teatrale
Il make-up cinematografico e quello teatrale possono condividere alcune tecniche, ma vengono utilizzati in condizioni differenti.
Nel cinema e nell’audiovisivo il trucco deve dialogare con macchina da presa, luce, inquadratura, fotografia e continuità. Nel teatro dal vivo, invece, il volto deve essere leggibile anche in relazione alla distanza tra interprete e spettatore e alle caratteristiche della luce di scena.
Anche quando le tecniche possono essere simili, quindi, cambia il modo nel quale il risultato deve funzionare.
Questa distinzione si collega alle tecniche di ripresa e make-up e al linguaggio cinematografico, che aiutano a comprendere come l’immagine venga costruita e percepita.
Creative make-up e fantasy
Il creative make-up amplia ulteriormente le possibilità del trucco.
Qui l’obiettivo non è necessariamente l’abbellimento tradizionale. Il make-up può diventare parte di una ricerca estetica più libera, nella quale colori, forme, materiali, texture, parrucche e altri elementi contribuiscono alla costruzione di un’immagine originale.
Un progetto creativo può essere utilizzato nella moda, nella fotografia, nel cinema o in altri ambiti dell’audiovisivo.
Il fantasy make-up può invece contribuire alla costruzione di personaggi e mondi che appartengono a un universo fantastico, mantenendo comunque possibilità molto diverse: può essere raffinato e beauty, fortemente creativo oppure orientato verso la trasformazione.
Per questo fantasy e creativo non devono essere considerati necessariamente sinonimi di effetti speciali.
Gli effetti speciali e la trasformazione
Gli Special Make-Up Effects rappresentano un’altra grande area del make-up professionale.
Qui il trucco può essere utilizzato per trasformare il volto o il corpo attraverso tecniche e materiali specifici, come protesi, calotte, posticci, materiali plastici o siliconici e altre soluzioni di caratterizzazione.
Gli effetti speciali possono essere realizzati per il cinema, per il teatro e per altri contesti nei quali sia necessaria una trasformazione visibile del personaggio.
La differenza non riguarda quindi soltanto il materiale utilizzato, ma anche l’effetto che il progetto deve produrre e il contesto nel quale verrà osservato.
Le tipologie di trucco cambiano in base al progetto
Una delle competenze più importanti è imparare a non applicare una categoria in modo automatico.
Un beauty può essere cinematografico, fotografico o fashion. Un make-up creativo può essere utilizzato nella moda oppure per costruire un personaggio cinematografico. Un effetto speciale può essere progettato per una scena cinematografica o per uno spettacolo teatrale.
La classificazione serve quindi a orientarsi, ma il progetto è ciò che determina realmente le scelte.
Il make-up artist deve imparare a valutare funzione, contesto, soggetto, linguaggio e destinazione dell’immagine.
Dalle tipologie di trucco alla progettazione dell’immagine
La conoscenza delle tipologie di trucco si collega direttamente agli altri argomenti della prima Unità di Competenza.
La storia dell’arte e storia del costume permette di comprendere l’origine dei codici estetici; i generi cinematografici aiutano a riconoscere gli immaginari; le tecniche di ripresa permettono di considerare luce, ottiche e condizioni di ripresa; il linguaggio cinematografico aiuta invece a comprendere il significato che l’immagine deve comunicare.
Da queste conoscenze nasce la capacità di scegliere e progettare il make-up più adatto.
Le tipologie di trucco nella formazione professionale
Studiare le tipologie di trucco significa quindi sviluppare una visione più ampia del mestiere.
Il make-up artist professionista deve saper passare dall’abbellimento alla caratterizzazione, dal beauty alla moda, dal fantasy agli effetti speciali, comprendendo ogni volta quali siano gli obiettivi del progetto.
Non si tratta di imparare semplicemente “più trucchi”, ma di imparare a scegliere la soluzione giusta in funzione dell’immagine che deve essere costruita.
Questa capacità fa parte della preparazione del Truccatore cinematografico e audiovisivo e si sviluppa attraverso lo studio, la ricerca e la pratica.
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