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Igiene del make-up artist: sicurezza, strumenti e postazione

L’igiene del make-up artist è una competenza fondamentale per chiunque lavori professionalmente a contatto con la persona, indipendentemente dalla specializzazione scelta. Beauty, beauty sociale, moda, fotografia, cinema, televisione, teatro, bridal, caratterizzazione ed effetti speciali possono richiedere tecniche e materiali differenti, ma condividono la necessità di lavorare nel rispetto di corrette procedure igieniche e di sicurezza.

Nel profilo professionale del Truccatore Cinematografico e Audiovisivo della Regione Lazio, l’igiene rientra nella Unità di Competenza 3 – Lavorazione trucco cine-audiovisivo. Lo standard regionale prevede infatti, tra le capacità della lavorazione, l’adozione delle differenti tecniche di trucco nel rispetto delle norme di igiene ambientale e personale, in relazione alle diverse fasi del lavoro.

L’igiene del make-up artist non riguarda quindi soltanto il cinema e l’audiovisivo. La competenza igienica deve accompagnare il professionista in ogni ambito nel quale il make-up viene realizzato su una persona, mentre le procedure specifiche possono variare in funzione dei prodotti, degli strumenti, dei materiali e della specializzazione.

Questo articolo approfondisce quindi una delle competenze che rientrano nella UC3 – Lavorazione trucco cine-audiovisivo e si inserisce nel percorso più ampio delle quattro Unità di Competenza del profilo professionale definito dalla Regione Lazio.

Per comprendere il rapporto tra questa competenza e l’intera lavorazione è possibile approfondire la UC3 – Lavorazione del trucco cine-audiovisivo.

L’igiene rappresenta quindi una parte integrante della professionalità del make-up artist: non una materia accessoria, ma una competenza che deve essere applicata durante ogni fase della lavorazione.

Che cosa significa l’igiene del make-up artist

Parlare di igiene del make-up artist significa considerare tutte quelle pratiche che permettono di lavorare in condizioni appropriate di pulizia, sicurezza e controllo del rischio.

L’igiene riguarda quindi molto più della semplice pulizia dei pennelli.

Comprende la persona che esegue il make-up, il soggetto sul quale si lavora, la postazione, gli strumenti, gli applicatori, i prodotti, le superfici e le modalità con le quali questi elementi vengono utilizzati durante il lavoro.

Il livello di attenzione deve essere sempre alto.

Un make-up artist che lavora ogni giorno su soggetti differenti deve infatti organizzare il proprio metodo in modo da evitare che strumenti, materiali o prodotti diventino un possibile veicolo di contaminazione.

L’igiene riguarda tutte le specializzazioni del make-up

Le regole fondamentali dell’igiene del make-up artist non appartengono esclusivamente al cinema o alla televisione.

Un truccatore beauty lavora sulla pelle di una cliente; un make-up artist cinematografico lavora su un interprete; un professionista del bridal lavora spesso per molte ore su una sposa; un truccatore di moda può lavorare consecutivamente su più modelli; chi si occupa di caratterizzazione o SFX può utilizzare materiali molto diversi da quelli del beauty.

Cambiano quindi prodotti, tecniche, materiali e procedure specifiche, ma il principio di fondo rimane lo stesso: lavorare in modo da tutelare il soggetto e mantenere sotto controllo le condizioni igieniche della lavorazione.

Per questo l’igiene deve essere considerata una competenza trasversale del make-up artist professionista.

Igiene del make-up artist: preparazione personale e lavoro

La prima componente dell’igiene professionale riguarda il comportamento del make-up artist.

La preparazione personale deve essere coerente con il tipo di attività svolta e con la necessità di lavorare a stretto contatto con il volto e il corpo del soggetto.

Mani pulite, strumenti correttamente preparati, postazione ordinata e gestione appropriata dei materiali sono elementi fondamentali prima ancora di iniziare l’applicazione.

L’igiene personale non sostituisce quella della postazione e degli strumenti: tutti questi elementi devono concorrere allo stesso obiettivo.

Igiene del make-up artist e organizzazione della postazione

Una postazione professionale deve essere organizzata in modo da permettere di lavorare con ordine e di separare, per quanto necessario, materiali puliti, materiali utilizzati e rifiuti.

L’organizzazione della postazione è particolarmente importante quando il make-up artist deve lavorare su più persone.

Una postazione caotica aumenta il rischio di errori e rende più difficile controllare quali strumenti siano stati utilizzati, quali debbano essere puliti e quali debbano essere sostituiti.

L’ordine non è quindi soltanto una questione estetica.

È parte della metodologia professionale di lavoro.

Pennelli, spugne e applicatori

Gli strumenti che entrano in contatto con la pelle richiedono particolare attenzione.

Pennelli, spugne, applicatori e altri strumenti devono essere gestiti secondo procedure appropriate alla loro tipologia e al loro utilizzo.

Quando uno strumento viene utilizzato su un soggetto, il make-up artist deve sapere come gestirlo prima di poterlo utilizzare nuovamente.

La scelta tra strumenti riutilizzabili e materiali monouso dipende dalla lavorazione, dal materiale e dalle procedure adottate, ma in ogni caso il professionista deve conoscere correttamente come utilizzare, pulire, disinfettare o sostituire ciò che utilizza.

Questo aspetto diventa ancora più importante nel lavoro con più soggetti.

Contaminazione e contaminazione crociata

Uno dei concetti fondamentali dell’igiene del make-up artist è quello della contaminazione.

Un prodotto o uno strumento può entrare in contatto con elementi esterni durante la lavorazione. Il rischio aumenta quando lo stesso strumento viene utilizzato successivamente su un’altra persona senza un’adeguata gestione.

Per questo il make-up artist deve organizzare il proprio metodo di lavoro evitando il più possibile il trasferimento indesiderato di materiali e microrganismi tra persone, strumenti, prodotti e superfici.

Il Ministero della Salute richiama l’importanza di evitare la contaminazione dei cosmetici e raccomanda, tra le altre cose, di lavare le mani prima dell’applicazione del trucco e di non condividere i cosmetici.

Come gestire i prodotti cosmetici durante il lavoro

L’igiene del make-up non può essere separata dalla conoscenza dei prodotti.

Il make-up artist deve sapere come utilizzare correttamente il cosmetico, rispettandone le indicazioni d’uso e le condizioni di conservazione.

Il Regolamento (CE) n. 1223/2009 stabilisce requisiti specifici per la sicurezza dei prodotti cosmetici e costituisce il principale riferimento europeo in materia.

Per il professionista questo significa anche prestare attenzione a:

  • confezione e integrità del prodotto;
  • modalità di utilizzo;
  • data di durata minima quando prevista;
  • periodo post-apertura;
  • condizioni di conservazione;
  • eventuali alterazioni del prodotto;
  • modalità di prelievo durante l’applicazione.

Il cosmetico non deve essere considerato semplicemente come un materiale da applicare: è un prodotto che deve essere conosciuto e utilizzato correttamente.

Per approfondire la natura, le caratteristiche e l’utilizzo dei prodotti, consulta anche l’articolo dedicato ai prodotti cosmetici professionali.

Non contaminare direttamente il prodotto

Un principio importante della gestione professionale consiste nel limitare il contatto diretto tra il prodotto contenuto nella confezione e gli strumenti o le superfici che possono essere contaminate.

Il metodo concreto dipende dal prodotto e dalla sua formulazione.

In molti casi è preferibile prelevare la quantità necessaria e lavorare su una superficie o un contenitore appropriato, invece di introdurre direttamente strumenti già utilizzati all’interno della confezione.

Anche l’aggiunta di acqua o saliva a un cosmetico per modificarne la consistenza deve essere evitata, perché può favorire la contaminazione del prodotto.

Igiene e prodotti per occhi, labbra e zone sensibili

Alcune aree del corpo richiedono particolare attenzione.

Occhi, labbra e altre zone sensibili devono essere trattati considerando le caratteristiche della zona e la destinazione d’uso dei prodotti e degli strumenti.

Il make-up artist deve conoscere le procedure appropriate per evitare di trasferire materiale da una persona all’altra e deve utilizzare esclusivamente prodotti e strumenti adeguati alla loro destinazione.

La competenza non consiste nel conoscere soltanto come applicare il prodotto, ma anche nel sapere quando e come interrompere l’applicazione.

Quando un prodotto non deve essere utilizzato

La professionalità comprende anche la capacità di riconoscere una situazione nella quale non è opportuno utilizzare un prodotto.

Un cosmetico alterato, deteriorato, non correttamente conservato o utilizzato oltre il periodo previsto non deve essere trattato come se fosse ancora nelle condizioni originarie.

Il make-up artist deve verificare le informazioni riportate sulla confezione e rispettare le indicazioni relative alla durata e alla conservazione.

Allo stesso modo, se durante l’utilizzo di un cosmetico compaiono sintomi come prurito o bruciore, l’utilizzo deve essere sospeso e, se i sintomi persistono, il soggetto deve rivolgersi a un professionista sanitario.

Questo è un punto fondamentale nella formazione: sapere quando non procedere è parte della competenza professionale.

Igiene del make-up artist nel lavoro su più soggetti

Il passaggio da un soggetto all’altro richiede particolare attenzione.

Nel beauty, nella moda, nel cinema, nella televisione, nel teatro o negli eventi, il make-up artist può trovarsi a lavorare consecutivamente su persone differenti.

In questi casi la gestione degli strumenti e dei prodotti deve essere organizzata in modo da evitare trasferimenti indesiderati tra soggetti.

La metodologia di lavoro deve quindi prevedere una corretta gestione degli strumenti utilizzati, degli applicatori e delle superfici.

È proprio in situazioni come queste che una buona organizzazione della postazione diventa parte integrante dell’igiene.

Igiene durante la lavorazione del trucco cine-audiovisivo

Nel cinema e nell’audiovisivo l’igiene accompagna tutte le fasi della lavorazione.

La Regione Lazio collega esplicitamente l’igiene alle diverse fasi della lavorazione del trucco cine-audiovisivo, comprese prove preventive, applicazioni, ritocchi durante le pause e strucco semplice o con prostetici.

Sul set, inoltre, la necessità di mantenere ordine e controllo aumenta quando il lavoro coinvolge più interpreti, cambi di scena, ritocchi frequenti, materiali differenti e tempi di lavorazione molto stretti.

Igiene nella caratterizzazione e negli effetti speciali

L’igiene non scompare quando il make-up diventa più complesso.

Al contrario, quando si lavora con protesi, posticci, materiali tecnici o effetti speciali, il professionista deve conoscere le caratteristiche dei materiali utilizzati e le procedure previste per la loro applicazione e rimozione.

È importante però distinguere nettamente cosmetici e materiali tecnici.

Non tutto ciò che viene utilizzato da un make-up artist è un cosmetico. La definizione di prodotto cosmetico prevista dal Regolamento (CE) n. 1223/2009 dipende dalla funzione del prodotto, dalla sua formulazione e dalla sede di applicazione.

Per questo l’igiene deve essere affrontata in relazione alla specifica natura del materiale e alla procedura nella quale viene utilizzato.

Per approfondire questo ambito consulta anche Trucchi speciali ed effetti speciali.

Chi insegna gli aspetti sanitari dell’igiene

L’igiene professionale è una competenza che il make-up artist deve acquisire e applicare, ma gli aspetti propriamente sanitari non devono essere improvvisati dal docente di trucco.

Nella formazione professionale è quindi importante che gli argomenti sanitari siano affrontati da una figura sanitaria qualificata e specializzata nella materia, secondo l’organizzazione e i requisiti previsti dal percorso formativo.

Il ruolo del make-up artist è acquisire le conoscenze necessarie per lavorare correttamente e applicare le procedure pertinenti alla propria attività.

Non significa trasformare il truccatore in un medico, in un dermatologo o in un professionista sanitario.

Significa invece metterlo nella condizione di comprendere i rischi della propria attività, adottare comportamenti corretti e riconoscere le situazioni nelle quali è necessario non intervenire e rivolgersi a una figura competente.

Questo è particolarmente importante quando il soggetto presenta condizioni cutanee, sintomi o problematiche che esulano dalle competenze del make-up artist.

Anatomia, dermatologia e igiene: competenze collegate

L’igiene non deve essere studiata come una materia isolata.

Si collega naturalmente alla conoscenza dell’anatomia e della dermatologia, già affrontata nell’articolo dedicato a anatomia e dermatologia per make-up artist.

Il make-up artist deve infatti conoscere le caratteristiche generali della pelle e comprendere che non tutte le condizioni del soggetto possono essere trattate attraverso il make-up.

La conoscenza dermatologica non autorizza però il professionista a formulare diagnosi o a trattare patologie.

Serve soprattutto a comprendere i propri limiti professionali e a lavorare responsabilmente.

Igiene del make-up artist e conservazione dei materiali

La corretta conservazione fa parte della gestione professionale.

Prodotti cosmetici e materiali devono essere conservati secondo le indicazioni specifiche del produttore e nelle condizioni appropriate.

Il calore, l’umidità, la luce, l’esposizione all’ambiente e una gestione non corretta possono influire sulle caratteristiche di alcuni prodotti e sulla scadenza.

Per questo il make-up artist deve conoscere non soltanto l’utilizzo del materiale, ma anche le condizioni nelle quali deve essere conservato.

Questo vale per il beauty come per il cinema, il teatro, la moda, la caratterizzazione e gli effetti speciali.

Pulizia, disinfezione e sterilizzazione: non sono la stessa cosa

Un altro aspetto importante della formazione consiste nel non utilizzare i termini pulizia, disinfezione e sterilizzazione come se fossero sinonimi.

Sono procedure differenti, con finalità e livelli di intervento differenti.

Il make-up artist deve quindi conoscere, nell’ambito della propria formazione, quali procedure sono appropriate per gli strumenti e i materiali che utilizza e seguire correttamente le indicazioni ricevute.

Non è sufficiente “pulire” uno strumento se la procedura richiesta per quel determinato utilizzo è diversa.

Questo è uno degli aspetti nei quali la formazione impartita da una figura sanitaria competente assume particolare valore.

Igiene significa anche organizzazione

Un make-up artist professionista non dovrebbe affidarsi all’improvvisazione.

Le procedure igieniche devono essere integrate nella metodologia quotidiana di lavoro.

Preparare prima gli strumenti, organizzare i materiali, separare ciò che è pulito da ciò che è stato utilizzato, gestire correttamente i prodotti e mantenere ordinata la postazione permette di ridurre gli errori e rendere il lavoro più sicuro.

L’igiene diventa quindi parte dell’organizzazione professionale, esattamente come la gestione del tempo, dei materiali e della postazione.

Igiene del make-up artist in ogni specializzazione

Beauty, bridal, fotografia, moda, cinema, televisione, teatro, caratterizzazione e SFX possono sembrare mondi molto differenti.

Dal punto di vista dell’igiene, però, condividono una responsabilità fondamentale: il make-up artist lavora su una persona.

Le tecniche possono cambiare.

I prodotti possono cambiare.

Gli strumenti possono cambiare.

I materiali possono cambiare.

Ma la necessità di lavorare responsabilmente rimane.

È per questo che l’igiene del make-up artist deve essere considerata una competenza trasversale, indipendente dalla specializzazione professionale scelta.

Igiene del make-up artist e limiti professionali

Una buona formazione all’igiene non insegna soltanto procedure.

Insegna anche a riconoscere i limiti del proprio ruolo.

Il make-up artist non deve diagnosticare patologie, prescrivere trattamenti o intervenire su condizioni che richiedono una competenza sanitaria.

Il suo compito è osservare, lavorare secondo le procedure previste, utilizzare correttamente i prodotti e gli strumenti di propria competenza e, quando necessario, interrompere la lavorazione e indirizzare il soggetto verso il professionista appropriato.

Questa capacità non rappresenta una limitazione della professione.

È una dimostrazione di professionalità.

L’igiene come parte della professionalità

L’igiene del make-up artist non è quindi un insieme di regole da memorizzare per superare un esame.

È una metodologia che deve accompagnare il professionista durante tutta la sua attività.

Dalla preparazione della postazione alla gestione degli strumenti, dall’utilizzo dei prodotti alla conservazione dei materiali, dal lavoro su un singolo soggetto alla gestione di più persone, ogni fase richiede consapevolezza.

La vera competenza consiste nel trasformare queste conoscenze in comportamenti quotidiani.

Un make-up artist professionista deve saper realizzare un trucco, ma deve anche sapere come lavorare in sicurezza mentre lo realizza.

Dalla UC3 alla pratica professionale

L’igiene rappresenta quindi una componente concreta della lavorazione del trucco cine-audiovisivo, ma il suo valore supera il solo ambito cinematografico.

Le stesse competenze di base accompagnano il make-up artist nel beauty, nel beauty sociale, nella moda, nella fotografia, nel bridal, nel teatro, nella caratterizzazione e negli effetti speciali.

La specializzazione determina le tecniche e i materiali da utilizzare.

La professionalità determina come utilizzarli correttamente.

È questa la ragione per cui l’igiene deve essere insegnata come una competenza trasversale e, per gli aspetti sanitari, con il contributo di una figura qualificata nella materia.

Approfondisci il percorso professionale

Questo articolo approfondisce una delle competenze che rientrano nella UC3 – Lavorazione del trucco cine-audiovisivo.

Puoi partire dalla pagina generale che presenta le quattro Unità di Competenza del Truccatore Cinematografico e Audiovisivo oppure approfondire direttamente la Lavorazione del trucco cine-audiovisivo: dal progetto al set.

Per gli aspetti relativi alla pelle e alle sue caratteristiche, consulta anche Anatomia e dermatologia per make-up artist.

Per la conoscenza dei prodotti, approfondisci Prodotti cosmetici professionali.

Per le lavorazioni più tecniche, consulta Trucchi speciali ed effetti speciali.

Fonte normativa e approfondimenti

Per il profilo professionale del Truccatore cinematografico e audiovisivo e le relative competenze, il riferimento istituzionale è la Regione Lazio.

Per la sicurezza dei prodotti cosmetici e la relativa disciplina europea, il riferimento istituzionale è il Ministero della Salute.

Antonio Ciaramella

Sono Antonio Ciaramella, un appassionato del mondo della bellezza e dell’arte fin dalla mia infanzia. Ho coltivato sin da piccolo una profonda connessione con l’estetica e l’espressione artistica. Sono autore di Make up 100 anni allo Specchio, Make up il Codice teatrale, Il Rossetto, la storia, il simbolo, il cosmetico. i miei blog antoniociaramella.it e timelessbeauty.it

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