Il linguaggio audiovisivo e make-up sono strettamente collegati: il trucco professionale destinato al cinema, alla televisione, alla fotografia e agli altri mezzi audiovisivi deve essere progettato considerando non soltanto il volto e il risultato osservato dal vivo, ma anche la luce, il sistema di ripresa e la resa dell’immagine finale.
Un make-up può apparire diverso a seconda della temperatura e della composizione della luce, del tipo di illuminazione utilizzata sul set, delle caratteristiche della fotocamera o della telecamera e delle successive fasi di elaborazione dell’immagine. Per questo motivo, il make-up artist che lavora nel settore audiovisivo deve conoscere il rapporto tra colore, luce, ripresa e percezione visiva.
In questo approfondimento analizziamo i principali aspetti del rapporto tra linguaggio audiovisivo e make-up, dalla luce colorata alla televisione, dalla resa del trucco in bianco e nero fino alla post-produzione.
Perché il linguaggio audiovisivo è importante per il make-up artist
Nel lavoro audiovisivo il make-up non viene osservato esclusivamente dal vivo. Il risultato viene registrato, elaborato e successivamente visualizzato attraverso uno schermo o, nel caso della fotografia, attraverso una stampa o un altro supporto di riproduzione.
Questo significa che il trucco deve essere pensato in relazione alle condizioni nelle quali verrà osservato. Un colore che appare equilibrato sotto una determinata illuminazione può modificarsi sensibilmente quando viene sottoposto a una luce colorata o quando viene registrato da un sistema di ripresa.
La conoscenza della teoria del colore nel make-up costituisce quindi una base fondamentale per comprendere come progettare il trucco destinato alla scena, alla fotografia e allo schermo.
Il make-up artist deve inoltre saper interpretare il progetto visivo della produzione e collaborare con le altre figure professionali coinvolte, in particolare con il reparto fotografia, illuminazione, costume e regia.
Luce, colore e immagine audiovisiva
La luce è uno degli elementi fondamentali nella costruzione dell’immagine audiovisiva. È attraverso la luce che vengono rese visibili forme, superfici, volumi, fisionomie e colori.
Una volta illuminata la scena, l’occhio umano può percepire il volto dell’attore e il make-up applicato sulla pelle. Nei mezzi audiovisivi, però, la luce deve essere controllata anche in funzione del sistema di ripresa e della resa dell’immagine finale.
La relazione tra luce e colore è particolarmente importante per il make-up artist. La stessa tonalità cosmetica può infatti assumere un aspetto differente quando viene illuminata con sorgenti caratterizzate da differenti componenti cromatiche.
Per comprendere questo fenomeno è utile conoscere anche la sintesi additiva del colore, nella quale il colore percepito deriva dalla combinazione di radiazioni luminose.
Il make-up sotto le luci colorate
Quando una luce colorata colpisce il volto, il colore percepito del make-up può modificarsi. Il risultato dipende dalla relazione tra la luce incidente, le caratteristiche cromatiche del prodotto e la luce che viene riflessa dalla superficie.
Luci rosse, verdi e blu
Una luce rossa può enfatizzare alcune tonalità calde e modificare la percezione dei colori complementari. Una luce verde può ridurre o alterare la percezione di alcune tonalità rosse, mentre una luce blu può rendere differenti colori più freddi, scuri o desaturati.
Non si tratta quindi di una semplice sostituzione del colore del make-up con quello della luce. La percezione finale nasce dall’interazione tra luce illuminante, superficie colorata e sistema visivo.
La temperatura di colore
Anche la temperatura di colore dell’illuminazione contribuisce alla resa del trucco. Una luce calda può accentuare alcune componenti gialle, aranciate o rosse, mentre una luce fredda può modificare la percezione delle tonalità calde e aumentare la componente blu dell’immagine.
La temperatura di colore deve quindi essere considerata nella progettazione del make-up destinato a fotografia, cinema, televisione e spettacolo.
Cinema, televisione e teatro: tre condizioni differenti
Il rapporto tra make-up e immagine cambia a seconda del mezzo nel quale il trucco viene utilizzato.
Il cinema
Nel cinema il make-up viene progettato in funzione della macchina da presa, dell’illuminazione, dell’ottica utilizzata, della distanza di ripresa e della successiva elaborazione dell’immagine.
Il volto può essere osservato attraverso primi piani molto ravvicinati, nei quali la texture della pelle, la sfumatura dei prodotti e la precisione delle correzioni assumono un’importanza particolare.
Per questo il make-up artist deve conoscere le tecniche di ripresa e il loro rapporto con il make-up.
La televisione
La televisione presenta condizioni differenti. Il segnale viene acquisito, elaborato, trasmesso e successivamente visualizzato attraverso un dispositivo. La resa del colore può quindi dipendere da numerosi passaggi che si collocano tra il set e lo spettatore.
Durante le riprese, il make-up artist deve lavorare in relazione all’illuminazione e al sistema di ripresa, controllando la resa del volto attraverso i monitor di riferimento quando disponibili.
Il teatro
Nel teatro lo spettatore osserva direttamente la scena e il volto dell’attore. La distanza dal palcoscenico, l’illuminazione e la dimensione dello spazio influenzano la percezione del make-up.
Le luci teatrali possono inoltre utilizzare filtri e gelatine colorate per modificare l’atmosfera della scena e la resa cromatica del trucco.
Il make-up nel cinema e nella televisione in bianco e nero
Quando si lavora su immagini in bianco e nero, il make-up artist deve imparare a considerare il colore principalmente in termini di valore tonale.
Colori differenti possono infatti essere rappresentati attraverso valori di grigio simili, mentre colori apparentemente vicini possono produrre valori tonali differenti nell’immagine finale.
Le ombre si tradurranno in valori di grigio più scuri, mentre le aree illuminate risulteranno più chiare rispetto al tono di base della pelle.
Per questo motivo, nel trucco destinato al bianco e nero è importante valutare il rapporto tra pelle, ombre, luci, capelli, costume e altri elementi presenti nell’inquadratura.
La resa finale dipende inoltre dal sistema di ripresa e, nel cinema analogico, dalle caratteristiche della pellicola, dello sviluppo, della stampa e della proiezione.
L’Effetto Struss nel make-up cinematografico
Uno degli esempi più interessanti del rapporto tra colore, luce e ripresa è rappresentato dall’Effetto Struss.
Il principio sfrutta la relazione tra un determinato colore del make-up, la filtratura della luce e la risposta della pellicola cinematografica in bianco e nero. Un trucco può essere reso poco o per nulla visibile attraverso una particolare combinazione di make-up e filtro, per poi diventare progressivamente evidente modificando la filtratura della luce.
Un esempio iconico si trova nel film Sh! The Octopus del 1937, nel quale un cambiamento ottenuto attraverso make-up e filtrazione luminosa contribuiva alla trasformazione visiva del personaggio.
Un altro celebre esempio è la trasformazione di Dr. Jekyll in Mr. Hyde nel film del 1931. Il make-up rosso applicato sul volto poteva risultare praticamente invisibile quando veniva utilizzato un filtro rosso compensativo; modificando progressivamente la filtratura, il trucco diventava invece sempre più evidente sulla pellicola in bianco e nero.
Questi effetti pratici dimostrano un principio fondamentale per il make-up artist: il colore del trucco non deve essere considerato separatamente dalla luce e dal sistema di ripresa.
Televisione a colori: dal tubo catodico alle tecnologie moderne
Il tubo catodico
Nella televisione a colori con tubo catodico (CRT), l’immagine veniva prodotta attraverso fasci di elettroni che colpivano fosfori rossi, verdi e blu depositati sulla superficie interna dello schermo.
I tre fasci, controllati dai rispettivi cannoni elettronici, permettevano di generare diverse combinazioni di colore e tonalità. L’equilibrio tra le tre componenti cromatiche contribuiva alla resa complessiva dell’immagine.
Un televisore in bianco e nero poteva ricevere un segnale televisivo a colori compatibile, ma visualizzava l’immagine in scala di grigi.
Le tecnologie moderne
Le moderne tecnologie televisive, come LED/LCD, OLED e QLED, hanno trasformato profondamente il modo di produrre e visualizzare le immagini.
Nei televisori LED/LCD, una sorgente LED costituisce la retroilluminazione, mentre il pannello LCD modula la luce attraverso i singoli pixel e i relativi filtri di colore. I display OLED utilizzano invece elementi organici autoemissivi, mentre i QLED sono generalmente display LCD che utilizzano uno strato di quantum dot per migliorare la resa cromatica.
I processori integrati elaborano il segnale video e gestiscono parametri come luminanza e crominanza, contribuendo alla resa complessiva dell’immagine.
Luminanza, crominanza e resa del make-up
Nel linguaggio video è importante distinguere tra informazioni relative alla componente luminosa dell’immagine e informazioni relative al colore.
La luminanza
La luminanza è legata alla componente di luminosità dell’immagine e contribuisce alla costruzione dei valori chiari e scuri.
Per il make-up artist questo aspetto è particolarmente importante quando si lavora con incarnati, correzioni, contouring, ombre e punti luce.
La crominanza
La crominanza riguarda invece le informazioni relative al colore. La relazione tra luminanza e crominanza contribuisce alla percezione complessiva dell’immagine video.
Comprendere questi concetti aiuta il make-up artist a interpretare ciò che vede sul monitor e a comprendere perché la resa di un trucco possa risultare differente rispetto all’osservazione diretta sul set.
Dal set allo schermo: perché il make-up deve essere testato
La resa dei colori durante le riprese può variare rispetto a quella percepita successivamente sullo schermo. Questo dipende da diversi fattori tecnici, tra cui l’illuminazione utilizzata durante le riprese, la fotocamera o la telecamera, la calibrazione dei monitor, l’elaborazione dell’immagine, la trasmissione del segnale e le caratteristiche del dispositivo utilizzato dallo spettatore.
Per questo motivo è importante che il make-up artist lavori attraverso prove trucco e test di ripresa, quando le condizioni produttive lo permettono.
Testare materiali, fondotinta, colori, texture e correzioni sotto diverse condizioni di luce permette di verificare la resa effettiva del make-up prima delle riprese definitive.
La prova trucco del make-up artist diventa quindi uno strumento importante per controllare il risultato e ridurre le differenze tra ciò che viene osservato sul set e ciò che apparirà nell’immagine finale.
Il colore nella post-produzione audiovisiva
Il processo di costruzione dell’immagine non termina con la ripresa. Nella produzione audiovisiva il materiale può essere sottoposto a fasi di elaborazione e correzione del colore.
La correzione può intervenire su parametri come esposizione, luminosità, contrasto, bilanciamento cromatico e saturazione. Successivamente, il lavoro sul colore può contribuire alla definizione dell’aspetto visivo complessivo della produzione.
Per il make-up artist questo significa che il risultato finale non dipende esclusivamente dall’applicazione del trucco. Il colore viene infatti interpretato attraverso l’intero processo produttivo, dalla preparazione del volto fino alla visualizzazione dell’immagine.
Il linguaggio audiovisivo e make-up nella formazione professionale
La conoscenza del linguaggio audiovisivo rappresenta una competenza importante per chi vuole lavorare professionalmente nel settore del make-up cinematografico e audiovisivo.
Il corso make-up riconosciuto dalla Regione Lazio permette di approfondire le competenze legate alla professione e al contesto produttivo nel quale opera il truccatore.
Nel profilo professionale del Truccatore cinematografico e audiovisivo rientrano infatti conoscenze e competenze relative anche alle tecniche di ripresa e al linguaggio cinematografico.
Per comprendere il percorso formativo in maniera più ampia è possibile approfondire anche il tema del corso truccatore dello spettacolo e degli audiovisivi di 500 ore.
Dalla teoria alla pratica professionale
Conoscere il linguaggio audiovisivo e make-up significa quindi comprendere che il trucco non è un elemento isolato, ma una componente dell’immagine e della narrazione visiva.
Il make-up artist deve saper leggere il rapporto tra colore, luce, pelle, costume, scenografia, fotografia e sistema di ripresa. Deve inoltre comprendere come il risultato possa modificarsi durante il processo di produzione e visualizzazione dell’immagine.
Questa consapevolezza permette di progettare un make-up più efficace e coerente con le esigenze della produzione, evitando di considerare il colore del prodotto cosmetico come un elemento indipendente dal contesto nel quale verrà osservato.
Per approfondire il rapporto tra immagine e progettazione del trucco è possibile consultare anche l’articolo dedicato alla rappresentazione del trucco per cinema e audiovisivo e quello dedicato alle linguaggio cinematografico per make-up artist.
Il tema si collega inoltre alle tecniche pittoriche nel make-up, soprattutto quando il colore viene utilizzato per costruire caratterizzazione, effetti visivi e trasformazioni del volto.
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Per approfondire il rapporto tra colore, luce, ripresa, televisione e make-up è possibile consultare il PDF Il colore e gli audiovisivi, nel quale questi argomenti vengono affrontati in modo più approfondito.
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