Nel make-up il colore non può essere considerato separatamente dalla luce. Una tonalità applicata sulla pelle non viene percepita sempre nello stesso modo: cambia in relazione alla luce che la illumina, alla superficie sulla quale viene applicata e al modo in cui la luce viene riflessa verso l’occhio.
Comprendere il rapporto tra luce e colore nel make-up significa quindi andare oltre la semplice scelta della tonalità di un prodotto e imparare a prevederne la resa nelle diverse condizioni di illuminazione, in relazione anche alla temperatura della luce.
La luce determina ciò che vediamo
Il colore che percepiamo nasce dall’interazione tra una sorgente luminosa, un materiale e il nostro sistema visivo. Questo rapporto tra luce e colore è alla base della percezione cromatica. Quando la luce colpisce una superficie, una parte può essere assorbita e una parte riflessa. È proprio la radiazione riflessa verso l’occhio a contribuire alla percezione del colore dell’oggetto.
Questo principio è particolarmente importante nel trucco: la pelle, i pigmenti e i prodotti cosmetici non si comportano come superfici perfettamente neutre. La loro resa può cambiare in funzione della qualità e della direzione della luce.
Il colore non esiste isolato dalla luce
Uno stesso make-up può apparire differente sotto la luce naturale, una sorgente artificiale calda o una luce più fredda. Anche la quantità di luce e il contesto cromatico circostante possono modificare la percezione.
Per questo la teoria del colore nel make-up non riguarda soltanto armonie, contrasti e scelta delle tonalità, ma deve essere messa in relazione con le condizioni nelle quali il trucco verrà osservato.
La temperatura di colore della luce, per esempio, può influenzare sensibilmente la percezione delle tonalità applicate sul viso. Una luce calda e una luce fredda possono restituire immagini molto diverse dello stesso lavoro.
Riflessione, superficie e resa del make-up
Anche la superficie ha un ruolo fondamentale. Una superficie liscia e lucida tende a produrre una riflessione più speculare, mentre una superficie ruvida o opaca diffonde la luce in molte direzioni.
Nel make-up questa differenza si traduce nella percezione di luminosità, opacità, texture e tridimensionalità. Un prodotto molto luminoso può generare riflessi più evidenti, mentre una texture opaca tende a distribuire la luce in maniera più diffusa.
È uno dei motivi per cui la scelta del finish non è soltanto estetica: deve essere valutata anche in relazione alla luce e al risultato finale che si vuole ottenere.
Luce e colore nel make-up audiovisivo
Il rapporto tra luce e colore diventa ancora più evidente quando il trucco viene osservato attraverso una macchina fotografica o una videocamera. In fotografia, cinema e televisione, infatti, il make-up entra a far parte di un sistema visivo nel quale illuminazione, ottiche, esposizione e ripresa contribuiscono alla resa dell’immagine.
Il make-up artist deve quindi conoscere non soltanto il colore dei prodotti, ma anche il modo in cui questi reagiscono alla luce. La relazione tra tecniche di ripresa e make-up diventa fondamentale per prevedere come verranno registrati incarnato, correzioni, volumi e texture.
Questo è particolarmente importante nel make-up professionale e nei trucchi speciali, dove materiali, superfici e texture possono avere comportamenti molto diversi davanti alla luce.
Dalla teoria alla pratica professionale
Studiare la luce significa quindi imparare a leggere ciò che accade davanti agli occhi prima ancora di intervenire con il pennello. La scelta di un colore , di un finish o di una correzione acquista un significato diverso quando si conosce l’ambiente nel quale il lavoro verrà osservato..
Per questo la conoscenza della luce e del colore rappresenta una competenza trasversale per chi lavora nel make-up professionale, nella fotografia e nell’audiovisivo.
Per approfondire il funzionamento dell’occhio e il modo in cui la luce viene trasformata in segnali che il cervello può elaborare, è possibile consultare le risorse del National Eye Institute, istituto del National Institutes of Health dedicato alla ricerca sulla visione.
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Conoscere il colore significa quindi anche comprendere la luce che lo rende visibile. È da questa relazione che nasce una parte fondamentale della competenza tecnica del make-up artist.

