Il trucco flapper anni 20 rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della trasformazione estetica avvenuta dopo la Prima guerra mondiale. Occhi più intensi, labbra definite, sopracciglia sottili e incarnato chiaro fanno parte di un’immagine che non nasce però soltanto dal make-up.
La flapper rappresenta infatti un cambiamento più ampio che coinvolge moda, capelli, comportamento, cinema, cosmetica e nuovi modelli femminili. Per comprendere quell’estetica bisogna quindi osservare il volto insieme all’intera immagine della donna degli anni ’20.
Lo studio delle epoche e degli stili del make-up fa parte della formazione professionale del make-up artist. È un argomento che sviluppo nei miei percorsi, dal Corso Truccatore dello Spettacolo e degli Audiovisivi di 500 ore riconosciuto dalla Regione Lazio al percorso Beauty Expert di 300 ore.
Questo articolo fa parte del percorso dedicato alla storia del trucco anni ’20 e approfondisce uno degli elementi che hanno contribuito a definire la nuova estetica del decennio.
Chi erano le flapper

Il termine flapper viene utilizzato per indicare una nuova generazione di giovani donne, soprattutto nel mondo anglosassone, associate ai cambiamenti culturali dei Roaring Twenties.
La loro immagine rompeva con molti dei codici femminili precedenti. Le gonne si accorciano, la silhouette diventa più lineare, i capelli vengono tagliati e il trucco diventa più evidente.
Ma la flapper non deve essere considerata semplicemente come una moda. La sua immagine rappresenta anche il desiderio di maggiore autonomia, libertà e partecipazione alla vita sociale.
Il cinema, la musica, la pubblicità e la stampa contribuiscono a diffondere questo nuovo modello, trasformandolo progressivamente in un fenomeno riconoscibile anche al di fuori dei luoghi nei quali era nato.
Il nuovo volto della donna degli anni ’20

La trasformazione dell’immagine femminile parte dall’insieme. Il corpo perde progressivamente la struttura rigida delle mode precedenti e gli abiti assumono linee più dritte e semplici.
Il bob diventa uno dei tagli più caratteristici del periodo. Il capello corto rompe una tradizione nella quale la lunghezza della chioma era stata per lungo tempo associata alla femminilità.
Anche gli accessori contribuiscono alla costruzione del nuovo stile: cappelli cloche, lunghe collane, gioielli geometrici e dettagli ispirati all’Art Déco completano una silhouette immediatamente riconoscibile.
Il make-up si inserisce quindi in un’immagine già profondamente modificata. Il volto non è un elemento isolato, ma parte di una costruzione estetica complessiva.
Il trucco flapper anni 20 e il cinema
Il cinema ha un ruolo fondamentale nella diffusione di questa estetica. Le attrici del cinema muto diventano modelli osservati da milioni di spettatrici e il loro volto contribuisce a definire ciò che viene percepito come moderno e desiderabile.
Il primo piano rende particolarmente importanti gli occhi, le sopracciglia e la bocca. Il volto deve comunicare emozioni e caratteristiche del personaggio anche quando la voce non è ancora presente.
Il pubblico comincia così a osservare non soltanto le attrici, ma anche il loro make-up. La distanza tra il trucco utilizzato professionalmente sullo schermo e quello destinato alla vita quotidiana inizia progressivamente a ridursi.
È proprio questo rapporto tra cinema e consumatrice che contribuisce a trasformare il make-up da pratica associata soprattutto allo spettacolo in un elemento sempre più accettato nella vita quotidiana.
Max Factor e la diffusione del make-up

In questo passaggio Max Factor assume un ruolo particolarmente importante. Dopo aver sviluppato prodotti destinati al cinema, porta progressivamente quella conoscenza verso il pubblico.
Nel 1920 inizia a utilizzare ufficialmente il termine make-up per i propri prodotti e sviluppa il concetto di Society Make-up, permettendo alle consumatrici di avvicinarsi ai look delle attrici cinematografiche.
Il passaggio è fondamentale: il cinema non si limita più a mostrare una nuova estetica, ma diventa anche uno strumento attraverso il quale l’industria cosmetica può diffonderla.
La relazione tra star, pubblicità e cosmetici costruisce così un nuovo mercato. Le donne possono osservare il volto delle attrici sullo schermo e cercare di avvicinarsi a quell’immagine attraverso prodotti sempre più accessibili.
Occhi, sopracciglia e labbra

Il trucco flapper anni 20 viene generalmente associato a tre elementi molto riconoscibili: occhi intensi, sopracciglia sottili e labbra fortemente definite.
Gli occhi acquistano grande importanza perché devono essere leggibili anche attraverso il linguaggio del cinema muto. Le tonalità scure e il contrasto con l’incarnato contribuiscono a rendere lo sguardo più evidente.
Le sopracciglia vengono assottigliate e ridisegnate, modificando l’espressione del volto. La forma può contribuire a creare uno sguardo più malinconico o languido, particolarmente adatto all’estetica cinematografica del periodo.
La bocca viene invece ridisegnata con contorni più piccoli e definiti, spesso enfatizzando l’arco di Cupido. Il rossetto diventa uno degli elementi più riconoscibili della nuova immagine femminile.
Questi elementi non devono però essere considerati una formula rigida. Il make-up cambia in relazione alla moda, alla persona, al cinema e alla situazione nella quale viene utilizzato.
La pelle e il contrasto del volto
Un altro elemento caratteristico dell’immagine degli anni ’20 è l’incarnato chiaro e molto opaco.
La cipria ha un ruolo importante nella costruzione del volto e contribuisce a creare una superficie uniforme sulla quale occhi e labbra possono risaltare maggiormente.
La resa dell’incarnato è inoltre condizionata dalla tecnologia cinematografica. La pellicola e l’illuminazione degli anni ’20 influenzano infatti il modo in cui i colori vengono registrati e percepiti.
Il risultato estetico della flapper nasce quindi anche dall’incontro tra cosmetica e tecnologia: ciò che vediamo sullo schermo non dipende soltanto dal colore applicato sul volto.
Una nuova idea di femminilità

Il significato della flapper va oltre il semplice aspetto esteriore. La nuova immagine femminile mette in discussione comportamenti, abitudini e convenzioni sociali.
Il trucco, proprio perché diventa più visibile e viene utilizzato pubblicamente, assume anche un valore culturale. Una pratica precedentemente associata in molti ambienti alla scena, alla professione o a comportamenti considerati poco rispettabili entra progressivamente nella quotidianità.
Le nuove confezioni cosmetiche, i prodotti più pratici e la pubblicità rendono inoltre più semplice l’accesso al make-up. Negli anni ’20 l’uso di cosmetici più evidenti diventa infatti sempre più accettato soprattutto nelle aree urbane.
La flapper come immagine cinematografica

Il cinema contribuisce a trasformare la flapper in un’immagine riconoscibile anche da chi non appartiene direttamente a quel mondo.
Attrici come Clara Bow diventano associate a questa nuova estetica e mostrano come il volto possa diventare parte integrante della costruzione di un personaggio.
Il rapporto tra attrice, make-up, acconciatura e costume crea un’immagine completa. Il pubblico non osserva più soltanto un trucco, ma riconosce un vero e proprio stile di epoca.
È proprio questo il motivo per cui lo studio delle epoche è importante nella formazione del make-up artist: ricostruire un periodo significa comprendere la relazione tra tutti gli elementi che formano l’immagine.
Dal trucco flapper anni 20 alla storia del make-up

La flapper rappresenta quindi uno dei punti di incontro tra trasformazione sociale, moda, cinema e cosmetica. Il suo volto è diventato un’immagine simbolica perché riunisce in pochi elementi molte delle innovazioni che caratterizzano gli anni ’20.
Per il make-up artist, però, conoscere la flapper non significa soltanto imparare a riprodurne il trucco. Significa capire perché occhi, sopracciglia, labbra, incarnato, capelli e abito assumono proprio quelle caratteristiche.
È questo il passaggio dalla semplice imitazione alla conoscenza dell’epoca.
La storia del make-up e dell’estetica cinematografica viene sviluppata nei miei percorsi formativi, dal Corso Truccatore dello Spettacolo e degli Audiovisivi di 500 ore riconosciuto dalla Regione Lazio al percorso Beauty Expert di 300 ore.
Per approfondire la storia della bellezza e dell’evoluzione dell’immagine femminile puoi visitare anche TimelessBeauty.it.
Per chi vuole trasformare questo interesse in una preparazione professionale nel make-up, è possibile approfondire anche i percorsi formativi di Corso Trucco Roma.
Il trucco flapper anni 20 è solo l’inizio
La flapper rappresenta soltanto uno degli elementi che hanno contribuito alla trasformazione dell’estetica degli anni ’20. Il cinema, la pellicola, l’illuminazione, la cosmetica e le nuove tecniche professionali partecipano tutti alla costruzione di questa immagine.
Per questo il trucco flapper anni 20 va letto all’interno di un cambiamento più ampio. Nei successivi approfondimenti possiamo analizzare separatamente gli occhi, le sopracciglia, il rossetto, le tecnologie cinematografiche e i prodotti che hanno contribuito a costruire l’estetica del decennio.
tutte le info sono tratte da Make up 100 anni allo specchio+25
