La forma del viso è il primo elemento che il Make-Up Artist deve imparare a osservare. Il make-up professionale non comincia da un pennello, da un fondotinta o da un colore. Anatomia, geometria, proporzioni e morfologia per imparare a leggere il volto prima di progettare il make-up.
Comincia dall’osservazione.
Prima di applicare qualsiasi prodotto, il Make-Up Artist deve imparare a comprendere ciò che ha davanti: la struttura del volto, le sue proporzioni, i suoi volumi, le sue linee e il rapporto tra le diverse parti.
Per questo la forma del viso rappresenta uno dei primi elementi da conoscere nello studio del make-up professionale.
Ma riconoscere la forma di un volto non significa semplicemente decidere se sia ovale, tondo, quadrato o triangolare.
Il volto umano è una struttura tridimensionale complessa, costruita dall’insieme di ossa, muscoli, tessuti e pelle. La sua forma visibile nasce dal rapporto tra queste strutture e dalla distribuzione dei volumi sulla superficie del viso.
Comprendere questa costruzione significa imparare a leggere il volto prima ancora di intervenire su di esso.
Come si costruisce e si legge un volto
Per studiare il make-up è importante partire dalla struttura che si trova sotto la pelle.
Ossa, muscoli e cartilagini contribuiscono alla forma del volto e determinano una parte importante dei suoi rilievi, delle sue depressioni e delle sue proporzioni.
Questa conoscenza è particolarmente importante per il Make-Up Artist, perché il trucco non viene applicato su una superficie piatta: viene progettato su una struttura anatomica tridimensionale.

Conoscere il volto significa quindi imparare a riconoscere ciò che determina la sua configurazione.
La fronte ha una determinata ampiezza e inclinazione.
Gli zigomi possono essere più o meno evidenti.
La mascella può essere larga, stretta, morbida o angolare.
Il mento può essere corto, lungo, arrotondato o appuntito.
Questi elementi, considerati nel loro insieme, contribuiscono a determinare la percezione della forma complessiva del viso.
Il primo passo, quindi, non è classificare.
È osservare.
Il volto come costruzione geometrica della forma del viso
Uno dei modi più efficaci per comprendere la morfologia del volto è avvicinarsi alla sua struttura attraverso la geometria.
Nel disegno e nella scultura, infatti, la testa non viene interpretata semplicemente come un contorno.Viene costruita attraverso masse, piani, linee, curve, angoli e rapporti spaziali.
Lo stesso approccio può essere utilizzato per imparare a leggere il volto nel make-up.
Un volto che definiamo quadrato, per esempio, non è realmente un quadrato.
La definizione descrive una particolare organizzazione delle sue linee e dei suoi volumi: una struttura nella quale alcune zone del contorno risultano più rettilinee e angolari e nella quale fronte e mandibola possono presentare una forte evidenza.
Allo stesso modo, quando definiamo un volto tondo, non stiamo dicendo che abbia la forma geometrica di un cerchio.
Stiamo descrivendo una percezione complessiva caratterizzata da contorni prevalentemente curvilinei e da una maggiore espansione orizzontale.
Quando parliamo invece di un volto allungato, osserviamo soprattutto una prevalenza dello sviluppo verticale rispetto a quello orizzontale. Le parole che utilizziamo per descrivere le forme del viso sono quindi modelli geometrici di osservazione.
Non sono definizioni anatomiche assolute.
La testa, il volto e la percezione del volume
Per comprendere davvero la forma del viso bisogna anche considerare il volume.
Una fotografia frontale può far sembrare il volto una superficie bidimensionale, ma la testa è una struttura tridimensionale.
Gli zigomi sporgono.
Il naso si sviluppa nello spazio.
La fronte presenta una determinata curvatura.
La mandibola crea un cambiamento di piano.
Il mento modifica il profilo inferiore del volto.
Ogni sporgenza e ogni depressione produce inoltre una diversa interazione con la luce.
È proprio per questo che anatomia, geometria e luce sono strettamente collegate nello studio del make-up.
Il volto umano può essere osservato come un insieme di diverse forme geometriche tridimensionali. La conoscenza dell’anatomia diventa quindi fondamentale anche per comprendere la percezione dei volumi e il rapporto tra luce e ombra.
Questo, però, è ancora il momento della conoscenza.
Non stiamo ancora parlando di come modificare visivamente un volume attraverso il trucco.
Quello appartiene allo studio del chiaroscuro e della volumetria.
Come riconoscere la forma del viso
Per riconoscere la forma del viso è necessario osservare alcuni elementi fondamentali.
Non bisogna concentrarsi immediatamente su un singolo dettaglio, ma considerare il rapporto tra le diverse parti.
La lunghezza del volto
La prima domanda è semplice:
Il volto si sviluppa maggiormente in senso verticale oppure orizzontale?
Il rapporto tra lunghezza e larghezza rappresenta uno dei primi elementi utili per orientarsi nella lettura morfologica.
Un volto può apparire prevalentemente lungo, prevalentemente largo oppure presentare un rapporto più equilibrato tra le due dimensioni.
La larghezza del volto
Non basta sapere quanto è largo un viso.
È importante capire dove si trova la sua massima larghezza.
La zona più ampia può essere maggiormente riconducibile alla fronte, agli zigomi oppure alla parte inferiore del volto.
Questo dato contribuisce alla classificazione morfologica.
La fronte
La fronte rappresenta uno dei punti fondamentali dell’osservazione.
Possiamo considerare:
- la sua larghezza;
- la sua altezza;
- il rapporto con gli zigomi;
- il rapporto con la mascella;
- il suo andamento laterale.
Non dobbiamo ancora stabilire come modificarla.
Dobbiamo semplicemente imparare a riconoscerne la struttura.
Gli zigomi
Gli zigomi possono essere più o meno prominenti e possono rappresentare la zona di maggiore ampiezza del volto.
La loro posizione e il loro sviluppo contribuiscono fortemente alla percezione della forma complessiva.
Osservare gli zigomi significa quindi chiedersi:
Dove raggiunge il volto la sua massima larghezza?
La mascella
La parte inferiore del volto può cambiare profondamente la sua percezione.
Una mascella ampia e angolare produce una lettura diversa rispetto a una mascella stretta e morbida.
Anche il rapporto tra mascella, zigomi e fronte è fondamentale per comprendere la morfologia.
Il mento
Il mento rappresenta il punto conclusivo della struttura facciale.
Può essere:
- largo;
- stretto;
- corto;
- lungo;
- arrotondato;
- appuntito.
Anche in questo caso, non dobbiamo considerare il mento isolatamente.
La sua forma acquista significato soprattutto nel rapporto con il resto del volto.
Forma del viso e proporzioni: non sono la stessa cosa
È importante distinguere due concetti che vengono spesso confusi: forma e proporzione.
La forma descrive la configurazione generale del volto.
Le proporzioni descrivono invece i rapporti dimensionali tra le sue diverse parti.
Un volto può quindi appartenere, per esempio, a una determinata forma generale e contemporaneamente presentare proporzioni particolari.
Per questo la classificazione della forma non può sostituire l’analisi delle proporzioni.
La morfologia ci aiuta a comprendere che configurazione generale osserviamo.
Lo studio delle proporzioni ci aiuta a comprendere come sono rapportate tra loro le diverse parti.
Sono due livelli di lettura differenti, ma complementari.
Approfondisci: Proporzioni del volto
Forma del viso: le principali
Le forme del viso utilizzate nello studio del make-up sono modelli che permettono di orientarsi nell’osservazione.
Tra le principali troviamo:
- viso ovale;
- viso tondo;
- viso quadrato;
- viso allungato o oblungo;
- viso triangolare;
- triangolo invertito;
- viso a cuore;
- viso a diamante.

Queste categorie sono utili perché permettono di riconoscere alcune caratteristiche ricorrenti.
Ma devono essere utilizzate con attenzione.
Non esiste infatti un volto umano che debba necessariamente corrispondere in modo perfetto a una singola figura geometrica.
Viso ovale
Il viso ovale viene generalmente considerato una forma caratterizzata da un rapporto equilibrato tra lunghezza e larghezza e da contorni relativamente morbidi.
Nella tradizione del make-up è stato spesso utilizzato come modello di riferimento per l’armonia delle proporzioni.
Questo non significa, però, che l’ovale rappresenti una forma umana «perfetta».
La realtà dei volti è molto più varia e complessa.
Viso tondo
Nel viso tondo la percezione complessiva tende a essere caratterizzata da una maggiore presenza della dimensione orizzontale e da contorni curvilinei.
La lettura della forma deve comunque tenere conto dell’intero volto e non soltanto della sua larghezza.
Viso quadrato
Nel viso quadrato la struttura appare maggiormente definita da linee e angoli.
La fronte e la mandibola possono presentare una larghezza significativa e il contorno inferiore può risultare particolarmente evidente.
La definizione «quadrato» è quindi una descrizione geometrica della configurazione generale, non la presenza di una figura geometrica reale.
Viso allungato o oblungo
Nel viso allungato prevale lo sviluppo verticale.
La lunghezza complessiva del volto assume quindi un’importanza maggiore nella sua percezione rispetto alla larghezza.
Anche in questo caso, tuttavia, è necessario osservare come questa lunghezza sia distribuita tra le diverse aree del viso.
Viso triangolare
Nel viso triangolare la parte inferiore può presentare una maggiore ampiezza rispetto alla parte superiore.
La relazione tra fronte, zigomi e mascella diventa quindi fondamentale per riconoscere questa configurazione.
Il termine «triangolare» descrive la relazione geometrica tra queste aree, non una forma rigida del volto.
Triangolo invertito
Nel triangolo invertito la relazione tra parte superiore e inferiore del volto tende a essere opposta rispetto alla configurazione triangolare.
La parte superiore può risultare più ampia, mentre il volto tende a restringersi verso il mento.
Anche qui la classificazione nasce dall’osservazione dei rapporti tra le diverse zone.
Viso a cuore
Il viso a cuore presenta una particolare relazione tra fronte, zigomi e parte inferiore del volto, con un progressivo restringimento verso il mento.
È una forma che può condividere alcune caratteristiche con il triangolo invertito, ma viene generalmente utilizzata per descrivere una configurazione morfologica specifica.
Viso a diamante
Nel viso a diamante la zona degli zigomi tende ad assumere una maggiore evidenza rispetto alla fronte e alla mascella.
La forma complessiva viene quindi percepita attraverso una maggiore espansione nella zona centrale del volto e un restringimento verso le estremità superiore e inferiore.
Il volto reale non è una forma del viso geometrica perfetta
Questa è forse la considerazione più importante da ricordare.
Le forme geometriche sono strumenti di lettura, non etichette.
Un volto reale può presentare contemporaneamente caratteristiche riconducibili a più forme.
Può avere una fronte relativamente ampia, zigomi pronunciati e una mandibola stretta.
Oppure può presentare una struttura prevalentemente allungata ma con caratteristiche proprie di un volto quadrato nella parte inferiore.
Per questo motivo non è sempre corretto chiedersi:
«Qual è la forma esatta di questo viso?»
Una domanda più utile per il Make-Up Artist è:
«Quali sono le caratteristiche morfologiche che determinano la percezione di questo volto?»
Questa seconda domanda porta a un’osservazione più precisa e soprattutto più professionale.
Forma, proporzioni e volumi: tre livelli di lettura
Per imparare a leggere correttamente il volto è utile distinguere almeno tre concetti.
Forma del viso
È la configurazione generale che percepiamo osservando il volto.
Proporzioni
Sono i rapporti dimensionali tra le diverse parti del volto.
Volumi
Sono la relazione tridimensionale tra sporgenze, depressioni, piani e superfici.
Questi tre aspetti sono collegati, ma non sono sinonimi.
Un Make-Up Artist deve imparare a riconoscerli separatamente prima di poterli utilizzare nella progettazione del trucco.
Approfondisci: Proporzioni del volto
Approfondisci: Chiaroscuro e volumetria
Dalla lettura del volto alla progettazione del make-up
Riconoscere una forma è soltanto il primo livello.
Una volta compresa la struttura del volto, il Make-Up Artist può iniziare a chiedersi come intervenire visivamente attraverso forme, linee, colori, luci, ombre e proporzioni.
Ma questa è una fase successiva.
La conoscenza viene prima dell’applicazione.
Prima devo sapere che cosa sto osservando.
Poi posso decidere come intervenire.
Infine posso arrivare a comprendere perché quella struttura può essere utilizzata per comunicare, caratterizzare o trasformare un’immagine.
Dalla conoscenza del volto alla costruzione professionale
Studiare la forma del viso non significa imparare una serie di regole da applicare indistintamente.
Significa sviluppare un occhio professionale.
Il Make-Up Artist deve essere in grado di osservare una persona reale, riconoscere le caratteristiche strutturali che la rendono unica e comprendere come queste caratteristiche partecipino alla sua immagine.
Questo principio diventa ancora più importante nel trucco audiovisivo e nella costruzione del personaggio, dove la conoscenza della fisionomia e dell’anatomia permette di comprendere quali caratteristiche possono essere valorizzate, modificate o interpretate.
Il volto, quindi, non è semplicemente qualcosa da «correggere».
È una struttura da conoscere, leggere e interpretare.
E tutto comincia dalla capacità di osservarla.
🎓 Questo argomento nella formazione professionale
La lettura della forma del viso, della morfologia e delle caratteristiche strutturali del volto costituisce una conoscenza importante nella formazione del Make-Up Artist. La lettura delle forme del volto appartiene inoltre a una tradizione più ampia della storia del make-up, nella quale anatomia, proporzioni e costruzione dell’immagine hanno avuto un ruolo fondamentale. Timelessbeauty.it
Nel percorso regionale per Truccatore dello spettacolo e degli audiovisivi, questo argomento è collegato alle competenze professionali previste dal percorso formativo.
Unità di Competenza: La lettura della forma del viso e della conformazione anatomica del soggetto rientra tra le competenze previste dalla Unità di Competenza 1 – Rappresentazione trucco cine-audiovisivo del profilo di Truccatore cinematografico e audiovisivo della Regione Lazio.
→ Approfondisci l’Unità di Competenza 1 – Rappresentazione trucco cine-audiovisivo
Approfondimenti del Manuale
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- Proporzioni del volto
- Chiaroscuro e volumetria
- Anatomia e dermatologia per Make-Up Artist
- Calco del volto nel make-up: scultura e formatura
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